Santu Jacu: giorno 3

Da Ploaghe a Ozieri 

Ore 6:30 sono già fuori dall’appartamento, ridiscendo verso il paese tornando indietro un po’ per poi prendere a sinistra una piccola strada asfaltata che scende  passando tra le colline e campi.


Per km non incontro anima viva tranne tre signori che stanno facendo una passeggiata e che salutandomi mi chiedono dove sto andando e come mai. Più avanti la strada diventa sterrato ma il panorama in compenso non varia di molto, solo grandi campi recintati che ogni tanto fanno da pascolo. Dopo circa 8 km una lunga salita asfaltata spezza un po’ questo lungo tratto di strada ma solo per tornare uguale poco dopo, alternando asfalto e sterrato. Il paesaggio è sicuramente meglio ma la desolazione è il silenzio  mi ricorda le Mesetas spagnole.


Dopo almeno 15 km dalla partenza arrivo a Sant’antioco di Bisarcio dove approfitto della visita alla antica basilica (1164) per togliermi per la prima volta oggi, lo zaino dalle spalle.


Recuperate un po’ le energie riparto per i 7 km che ancora mancano per arrivare a Chilivani, scendo le scale affianco la basilica e mi immetto su un lungo rettilineo asfaltato, il caldo incomincia a farsi sentire intanto. Arrivato in prossimità di una statale giro a sinistra e costeggio la carreggiata con le auto che sfrecciano, per fortuna dopo un km circa svolto a destra su una strada dove invece di auto non ne passa nemmeno una.

3 km lungo questa strada e ritorno sulla statale vicino ad uno svicolo, da lì a poco l’ingresso a Chilivani. Arrivo alla stazione veramente cotto ma per fortuna il bar è aperto, così mi fermo per un panino al salame e un integratore di sali minerali (birra).

 

Qui c’è solo un B&B ma dovrei aspettare fino alle 18 che il titolare torni dal lavoro, ora però sono appena le 11. Quindi dopo una lunga pausa ristoratrice mi rimetto in cammino verso Ozieri tornando un po’ indietro sul percorso e immettendomi sullo sterrato ex ferrovia, ora però senza binari.


Ad un bivio più avanti uno sbarramento pastorale indica l’inizio della strada per Ozieri, altrimenti a destra la strada porta diretta verso Ittireddu.

Lungo lo sterrato incontro 5 o 6 di questi sbarramenti da aprire e chiudere, tra due di questi mi imbatto in un gregge di pecore e con loro 3 cani pastore che non prendono bene la mia presenza e incominciano ad abbaiarmi contro. Faccio l’indifferente tirando dritto e chiudendoli dietro l’ennesimo cancello in rete, loro ne sono felici io anche di più. Mi giro e di fronte me ne vedo arrivare abbaiando altri 2. Non mi sembra il caso di andargli incontro quindi prendo un sentiero che per fortuna trovo subito sulla destra che sale sulla collina per poi ridiscendere più avanti sempre sulla strada che devo seguire.


Lo sterrato continua così per 9 dei 10 km che portano a Ozieri, solo verso la fine si scorge sulla destra ad un centinaio di metri di distanza la statale e costeggiandola a distanza si arriva finalmente alla città.



Chiamo per il B&B di sta sera, una vecchia casa ristrutturata mantenendo però uno stile retrò, doccia e un paio di ore di meritato riposo, oggi è stata abbastanza dura, ho le spalle indolenzite e per oggi non voglio più sudare. Verso le 18 esco per un paio di foto e per trovare un ristorante dove mangiare finalmente qualcosa di sardo.

Ozieri non sembra affatto male ma sono troppo stanco per girarla tutta, tra l’altro in un paio di ore soltanto è impossibile orientarsi in questo labirinto di viottoli e scalinate.

 

Sono stanco anche per scrivere, domani sarà meglio rileggere bene.

 

N.Passi: 39211


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