Santu Jacu: giorno 8

Da Sedilo a Nughedu Santa Vittoria 

Parto tornando indietro sulla stessa strada che ieri mi ha portato qui fino ad una svolta a destra in discesa verso il santuario di Santu Antinu, sulla destra invece la vista del lago Omodeo. Oggi praticamente seguirò per quasi tutto il tragitto un percorso del CAI.


Proseguo su una lunga e silenzionsa strada asfaltata fino a scendere su uno sterrato che passando sotto un cavalcavia della superstrada attraversa il guado per poi risalire dall’altra parte. Risalendo mi accordo per l’ennesima volta di aver fatto più di un km di salita per niente perché ho mancato un bivio poco visibile, mai che sbaglio strada quando sono in piano!

Tornato indietro prendo il sentiero giusto che sale su rocce e poi tra le sterpaglie fino a raggiungere un abbeveratoio dove prendo a destra fino ad un altopiano, qui i segnali mi dicono di girare e continuare la a salire. Incomincia a fare molto caldo, specialmente salendo ed il respiro si accorcia.

In alto giro sulla destra in un bel sentiero tra muretti di sassi che poi finisce in alcuni pascoli chiusi da cancelli in rete che attraverso e richiudo.


Torno a scendere con diversi tornanti fino ad arrivare al ponte stradale che attraversa il fiume Tirso, sotto e affianco uno più piccolo e vecchio che porta ad una salita tra erba alta per andare poi a costeggiare la strada, a sto punto visto che non passa nessuno scavalco il guardrail e continuo sull’asfalto.



Dopo 3 km prendo un sentiero sulla sinistra che contina a salire per incontrare più in alto la stessa strada su cui ero prima, sono le 11 il sole scotta e non c’è nemmeno un po’ di ombra. Quando finalmente trovò un albero sotto il quale ripararmi chiamo il B&B per sta notte, mi risponde Gavino il proprietario, che seguendo la pagina Facebook del cammino si Santo Jacu sapeva già del mio arrivo con mio grande stupore.

Ripreso un po’ il fiato torno a salire su di  un sentiero in cemento che per i prossimi 4 km che mancano alla meta di oggi, salgono e salgono ancora, lungo una salita che si alterna più e meno ripida ma sempre soleggiata. La cosa peggiore per una persona stanca che arriva alla fine di una salita è scoprire che poi ne arriva un’altra anche peggio.

Arrancando entro finalmente in paese davanti al municipio, affianco scorgo un negozio di alimentari e mi ci fiondo a prendere qualcosa di fresco da bere, saranno ore che bevo solo acqua calda.

Mi incammino verso il B&B quando incontro Tonino, il fratello di Gavino, che mi saluta e mi fa accomodare a casa sua dove conosco anche Maria la loro mamma, una anziana signora in gamba che ancora fa i formaggi con il latte delle loro mucche e me li fa assaggiare assieme ad un bel piatto di pasta sempre fatta da lei, il vino Cannonau sempre di produzione propria come anche il mirto, così intanto mi riprendo dalla faticaccia della salita. Quando arriva poi anche Gavino, si siede con noi a mangiare e a chiacchierare. Parliamo di prodotti tipici, della Sardegna, di questo cammino di Santu Jacu e di tanto altro.

La sera poi faccio il bis ma sta volta anche con affettati e per dolce finalmente assaggio  le seadas, ovviamente sempre tutto fatto in casa.

Questa era la Sardegna che speravo e mi aspettavo di incontrare nell’entroterra e finalmente l’ho trovata. Persone semplici a cui piacciono cose semplici, che condividono le loro tradizioni ed i loro prodotti con chiunque passi di qui e sia interessato a questo tipo di cose.

Domani spero in qualche nuvola che mi ripari almeno un po’ dal sole.

 

N.passi: 29102

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