Rotta verso Santiago: giorno 2

Da Villar Saint Pancrace a Pallon

Facciamo colazione assieme ai due nostri gentilissimi ospitalieri e dopo i saluti ci mettiamo in cammino alle prime luci dell’alba.

Appena fuori paese deviamo su un sentiero sterrato che scende fino a diventare asfalto e attraversiamo un ponte sopra il fiume La Durance, qui decidiamo di non seguire il percorso indicato ma di fare qualche km sulla strada. Dobbiamo fare ancora 2000 km, fare zig zag tra i sentieri va bene se lo fai in una giornata, ma noi quando c’è una strada che ti evita qualche km inutile la facciamo volentieri, sopratutto quando non è molto trafficata.
Proseguiamo su asfalto, che comunque regala dei gran bei panorami, fino ad arrivare a L’argentiere La Bessee dove ci fermiamo a pranzare con dei gran panini che ci siamo preparati questa mattina con la spesa di ieri sera.


Saziati e riposati ripartiamo e il sole di mezzogiorno salta fuori giusto per farci compagnia scaldando come non mai, pensavamo di essercelo lasciato alle spalle il gran caldo ma a quanto pare oggi non è così. Alla periferia della città prendiamo un largo sentiero sterrato e molto assolato che sale fino a 1200 per poi riscendere a mille. Più avanti torna a salire e diventa un lunghissimo sentiero di montagna che sale a 1400 tra pini, rocce e tornanti, camminando su aghi di pino e pigne e per qualche tratto su vecchie frane.



Arriviamo in cima sfiniti e cominciamo subito la ripida discesa verso Pallon, un paesino di poche anime con un bar appena ed il posto dove passeremo la notte, una grande casa con 20 posti letto, docce e bagni costruiti apposta per accogliere più persone, sta sera però tutta per noi 4.

N. Passi: 30823

Rotta verso Santiago: giorno 1

Da Oulx a Villar Saint Pancrace

Mentre facciamo colazione al bar conosciamo una coppia di pellegrini piemontesi, Paolo e Domenica. Brevemente scopriamo che stanno facendo la nostra stessa strada ma loro causa lavoro potranno camminare solo questa settimana, così ci mettiamo d’accordo per procedere assieme, approfittando un po’ del fatto che loro al contrario di me e Grazia, sanno un abbastanza il francese, almeno per farsi capire.

Quindi si parte, fa un po’ fresco a stare fermi ma probabilmente tra non molto ci pentiremo della maglia a maniche lunghe. Dopo qualche km di asfalto, passando da Cesana Torinese e qualche km in salita, prendiamo un sentiero che ci porta nella gola di San Gervasio, un sentiero tra rocce, montagne che risale un torrente dove al di sopra passa il ponte tibetano più lungo d’Europa, una cosa a parer mio da pazzi.

Alla fine di questa gola all’altezza di una cascata risaliamo dei gradini e poi un sentiero fino ad una piana, da lì poi a breve entriamo a Claviere, dove ci fermiamo per una seconda colazione.

Quando riprendiamo siamo praticamente al confine con la Francia, un breve sentiero sterrato e quando scolliniamo in fondo si incomincia a vedere Monginevro, meta di turisti invernali ma oggi abbastanza deserta. Attraversiamo il paese facendo anche tappa in un piccolo alimentari per comperare qualcosa per il pranzo.

Usciti poi da Monginevro la via entra in un sentiero tra i boschi che sale un po’ e più avanti diventa sterrato. Procediamo così per parecchio tempo costeggiando dall’alto Briancon, ci rendiamo poi conto di non essere sulla via segnalata che in teoria dovremmo seguire ma comunque siamo nella direzione giusta, ci perdiamo la visita a Briancon ma senza farlo apposta ; lungo questo sentiero ci mettiamo meno tempo e forse tagliamo qualche km. Anche se, a dir la verità, su questo sentiero ci imbattiamo in qualche tratto dove in un passato nemmeno troppo lontano ci sono state delle frane. Fortuna che a parte qualche goccia, non piove.

Arrivati all’altezza di una fortificazione risalente alla prima guerra scendiamo verso la città, praticamente alla periferia di Briancon. Saliamo poi ancora un po’ e arriviamo a Villar Saint Pancrace, meta di oggi. Prima di chiamare la signora che ci ospiterà sta notte facciamo tappa al bar per la solita birretta.

Poco dopo ci incontriamo con la nostra ospitaliera, lei non parla Italiano ma più o meno lo capisce, mi trovo meglio con il marito che mi viene incontro con l’Inglese. Dopo averci accompagnato a Briancon in auto dove abbiamo fatto un po’ di spesa, vino Italiano compreso, torniamo giusto in tempo per la cena. A parte qualche difficoltà linguistica passiamo una piacevole cena in loro compagnia. Ci consigliano strade, contattano persone e ci aiutano dove possono con il nostro viaggio. Il marito poi a fine pasto ci fa assaggiare anche 3 tipi di amaro diversi, uno più forte dell’altro.
Dopo cena a letto diretti, ma non prima di aver scritto questo resoconto, che vista la stanchezza e il sonno che arrivano a fine giornata, non so mai da che parte iniziare. Forse sarebbe meglio scriverlo prima di cena.

 

N.Passi 27941

Rotta verso Santiago

Nei giorni di cammino, accompagnando Grazia verso il confine con la Francia, si è fatta sempre più insistente l’idea di proseguire. Avevo già in progetto di tornare a casa e fare la Via Postumia che parte da Aquileia e arriva a Genova, ma visto che camminare devo, perché non fare la pazzia di attraversare la Francia a piedi per poi seguire le frecce gialle sul cammino più famoso del mondo, il cammino che ogni pellegrino ha fatto o sogna di fare?
Quindi è deciso, dopo la Via degli Dei e la Via Francigena ora si fa rotta verso Santiago di Compostela, adesso o può anche darsi mai più!

Ad essere sinceri mi preoccupa un po’ la parte Francese, non conosco la lingua e non so quanto sia difficile il percorso, se è molto battuto e se ha una rete di ospitalità. Avendo deciso all’ultimo non mi sono potuto documentare a sufficienza, al contrario della Francigena dove ero partito almeno con qualche informazione in più. La parte spagnola invece so che sarà molto più semplice anche affrontandola senza aver fatto molte ricerche; dopotutto è un cammino che ormai viene percorso da 250 mila persone all’anno ed io avrò anche la fortuna di farlo insieme ad una persona che quel cammino lo ha percorso solamente un anno fa. Comunque le informazioni che non ho io le ha tutte Grazia, per affrontare un cammino di circa 5000 km ovviamente ha dovuto prima documentarsi per bene.
Quindi ho cambiato qualche vestito con qualcosa di più pesante, ho aggiunto il sacco a pelo e rieccomi sul treno che mi riporta al confine, dove Grazia approfitta di una piccola pausa e mi attende per poi ripartire domani.