Via Francigena giorno 19

Da Siena a Ponte D’Arbia 

Parto verso le 7:00 dopo una veloce colazione messa a disposizione dalle gentilissime suore, appena passata Porta Romana ci avviamo fuori città.

Ieri avevo incominciato a sentire il bisogno di camminare un po’ da solo così sperando che non la prenda male lo dico a Giovanni, lui essendo un pellegrino un po’ più navigato di me capisce e condivide la stessa mia idea. Così più tardi, sulla strada che corre parallela alla Cassia, prendo le distanze e incomincio a camminare per conto mio.

Quando la strada incomincia a scendere diventa sterrata e in fondo gira su una pista ciclo-pedonale che continua per qualche km costeggiando la strada interrotta solo da una piccola zona industriale.

Alla fine della pista ciclabile un’altra zona industriale poi un sottopassaggio di una stazione probabilmente abbandonata e ancora un breve tratto di sterrata che mi porta davanti ad un bar con un nome che attira la mia attenzione, Il Pellegrino.

Mi prendo un caffè veloce, anche perché nonostante il nome non mi sembra che la barista sia in vena di scambiare due chiacchiere con un pellegrino.

Da lì a breve la Via Francigena prende un sentiero che incomincia a salire, qui mi sorpassa anche un gruppo di ciclisti che sta percorrendo la via ma facendosi spedire i bagagli a destinazione, insomma non molto alla pellegrina secondo me.
Dopo la salita i panorami che si aprono sono spettacolari e il tempo sereno, con delle grandi nuvole bianche aiuta il paesaggio.

Qui sul sentiero che percorre, col qualche dolce sali e scendi, i colli senesi incontro anche Alessandra e Valentino, una giovane coppia che sta facendo il tratto da Lucca a Ponte D’Arbia per poi prendere un treno per Roma perché il lavoro non permette loro altre ferie. Dopo più di 15 km dalla partenza Siena è ancora ben visibile alle mie spalle.
Ormai è quasi mezzogiorno e il caldo si fa sentire, ci fermiamo tutti e tre per un breve spuntino all’ombra per poi riprendere gli ultimi 6/7 km con più energie. Dopo aver disceso i colli arriviamo ad una lunghissima strada sterrata che costeggia la ferrovia, talmente lunga che quando ci sembra di essere arrivati un cartello ci indica che ne mancano ancora 2, che quando si è stanchi sembrano 10.
Infine finalmente raggiungiamo l’ostello che è un po’ all’insegna del fai da te, le chiavi sotto il tappeto e ci accomodiamo dove vogliamo. Solita routine doccia e bucato poi vado al bar per una birra e un panino.

N.Passi: 28398


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