Via Francigena: giorno 31

Da Garlasco a Mortara

Oggi partenza alle 7:30 circa dopo una colazione al bar davanti alla chiesa, non ho dormito proprio bene, oltre ad un caldo fastidioso ci si sono messe anche le campane che suonavano ad ogni ora pure la notte.

Mi raggiunge Grazia e poi ci mettiamo subito in cammino facendo una deviazione per visitare il santuario della Madonna della Bozzola, fuori Garlasco. Breve visita, ci facciamo timbrare la credenziale e poi ripartiamo subito e a parte una piccola incomprensione con le indicazioni che ci fanno sbagliare strada, ci immettiamo poi sulla Via. Fare il cammino al contrario invece che verso Roma non è semplicissimo, senza GPS credo sarebbe impossibile, se non lo si tiene controllato è facile sbagliare strada. I segnali della Francigena per lo più sono rivolti dalla parte di chi scende così noi procedendo dalla parte opposta spesso non riusciamo a vederli.


Da qui in poi non c’è molto da raccontare riguardo il percorso che è praticamente tutto su sentieri che costeggiano canali, qualche campo di grano ma sopratutto risaie a perdita d’occhio.

Uniche pause che spezzano questi sentieri sono la prima a Tromello dove una ragazzina ci ricorre e ci chiede se vogliamo il timbro della pro loco, poi sempre lì ci raggiunge Giancarlo, un signore famoso per ricevere in sella alla sua bicicletta tricolore tutti i pellegrini che passano da lì.

Poi l’altra pausa a Remondò, dove stanchi e molto assetati ci sediamo un pò e ci beviamo una bella birra fredda. Lì seduti conosciamo Suala, una pellegrina di Venezia in cammino dal Gran San Bernardo diretta a Roma. Chiacchieriamo un po’ e una volta riposati ci salutiamo e riprendiamo ognuno il suo cammino.

Dopo altri 6 km circa sempre tra le risaie calde e afose arriviamo finalmente a Mortara, dove un termometro indica 37 gradi ed effettivamente li sentiamo tutti. Oltre a quello che ci si aspetta di vedere, oltre al riso e i canali c’è un’altra cosa che salta purtroppo all’occhio ed è l’inciviltà della gente. E tra spazzatura e discariche abusive purtroppo devo dire che se ne vedono di tutti i colori sulla Francigena.


Arriviamo in fine all’Abbazia di sant’Albino, un posto bellissimo e accogliente dove passeremo la notte.


Doccia, bucato e per la cena siamo ospiti a Zeme da Rosanna che ci viene a prendere in auto. Conosciamo Don Enea e più tardi anche il sindaco.

N.passi 25856

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