Via Francigena: giorno 32

Da Mortara a Vercelli

Sveglia prima dell’alba oggi, le giornate sono calde e molto afose quindi meglio approfittare il più possibile del fresco che c’è senza il sole. Partiamo dopo un caffè e una brioche preparate dalla signora Carla, la gentilissima signora che si occupa dell’accoglienza all’abazia di Sant’Albino.

Attraversiamo il paese fino alla stazione dove ci aspetta per unirsi al cammino di oggi Lorena, farà questa tappa per partecipare in qualche modo anche lei al cammino di Grazia.
Appena fuori dal paese la via inizia prima costeggiando un canale, poi passando per un piccolo paese e infine attraverso i campi dove l’erba ancora bagnata ci inzuppa un po’ i piedi. Qualche km di sentieri e arriviamo su una strada asfaltata che porta a Nicorvo dove speriamo di trovare un bar aperto per fare una seconda colazione, purtroppo però questo piccolo paese sembra quasi un paese fantasma e l’unico bar che sembra esserci è chiuso.


Proseguiamo sconsolati sulla Francigena ed appena fuori dal paese facciamo una piccola pausa nel parcheggio del cimitero.
Quando riprendiamo facciamo un tratto ancora di asfalto per poi svoltare su un lungo sterrato che prosegue e prosegue fino ad arrivare a Robbio dove finalmente ci fermiamo ad un bar per fare una pausa e bere qualcosa di fresco.

Da qui visto che la giornata è caldissima decidiamo di fare meno km possibili anche a costo di camminare sull’asfalto. Tanto tra il caldo dell’asfalto e l’afa che sale tra le risaie, forse il primo è il meno dei mali anche se bisogna stare sempre allerta con le auto che sfrecciano come se non ci fossero i limiti di velocità.


Arriviamo abbastanza cotti a Palestro e ci fermiamo per pranzare con una piadina e una birretta ma sopratutto per riposare un po’.

Quando riprendiamo facciamo un po’ di zig zag tra le risaie è un po’ di asfalto, l’idea oramai è arrivare facendo meno strada possibile perché tra il caldo e la stanchezza non ne possiamo più. Ad un paio di km da Vercelli troviamo per fortuna una fontanella per rinfrescarci prima dell’ultima parte, anche perché quella poca acqua che ci rimane è oramai caldissima.

Entriamo in città sul ponte che attraversa il Sesia e prima di salutare Lorena che andrà in stazione per tornare a casa, ci concediamo l’ultima birra gelata.

 

N. Passi 39992


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