Rotta verso Santiago: giorno 35

Da Barbadelo a Gonzar

 

Facciamo colazione al bar dell’albergue e partiamo ancora col buio e una leggera pioggerellina, tranne Cristian che preferisce fare con calma e partire dopo. 
Con la luce della torcia ci incamminiamo sulla strada che, salendo, esce dal paese; per buona parte della mattina passiamo tra sterrato e asfalto tra fattorie e niente di più, salendo e scendendo continuamente. Il problema maggiore non è la fatica ma, siccome appunto passiamo continuamente tra fattorie, è riuscire ad evitare le numerose cacche lasciate dagli animali.
Verso le 10 passiamo davanti al cippo che indica gli ultimi 100 km a Santiago, da qui o meglio già da Sarria abbiamo già potuto incontrare gruppi di pellegrini partiti proprio per far gli ultimi 100 km, il minimo richiesto per poter ricevere la Compostela, per chi la vede come un trofeo assolutamente da avere.

 

Oggi,come ieri, andiamo molto spediti; io e Grazia oramai siamo più che allenati e Chiara sarà pure piccolina ma cammina veloce anche lei. A parte una breve pausa in un bar ci facciamo una ventina di km di fila fino a Portomarin. Attraversiamo il lungo ponte che porta alla città, sotto il quale si può vedere ancora il ponte antico costruito dall’Impero Romano e sugli argini del fiume le vecchie rovine della città che, dopo la costruzione della diga nel 1962, venne spostata sul vicino monte .


Al di là del ponte e dopo una scalinata e una salita arriviamo ad un bar/ristorante dove ci fermiamo per pranzare, stanco di bocadillio (panino) mi prendo una pizza che ovviamente è una di quelle surgelate, anche se il prezzo non lo è. Ripartiamo appena finito di mangiare e, attraversando un altro ponte, praticamente il cammino ci fa passare dalla città anche se si potrebbe evitare, accorciando un po’ la strada; una pausa la dovevamo comunque fare.
Da qui in poi continuiamo su sentieri che costeggiano la strada, un po’ infangati dalla pioggia di ieri notte ma comunque ben percorribili, fino ad arrivare a Gonzar, dove oltre ad un paio di ostelli ed un ristorante non c’è nient’altro.

Al comunal dove ci fermiamo c’è la cucina ma non le pentole e qui in questo minuscolo paese non c’è nemmeno un negozio, quindi il ristorante rimane l’unica alternativa. Speriamo di dormire questa notte perché il dormitorio non è poi così grande ma di letti ce ne sono abbastanza. Tra l’altro, essendo molto alto ho spesso problemi con i letti, specialmente quelli a castello che sono sempre sotto il metro e 90 così mi tocca dormire piegato.

 

N. passi: 32572


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...