Rotta verso Santiago: giorno 4

Da Châteauroux les-alpes a Savines le Lac

Scendiamo in cucina per la colazione, sia ieri sera che questa mattina facciamo come fosse casa nostra come i padroni di casa ci hanno espressamente detto di fare. Ieri sera cena con pasta al sugo cucinata da Grazia e formaggi, questa mattina invece tè, caffè, yogurt e tutto quello che può servire per iniziare la giornata.

Salutiamo tutta la famiglia e ci incamminiamo attraversando il paese sulla strada che poi scende fino a costeggiare la statale N94; proseguiamo sempre sulla stessa visto che è tranquilla e arriviamo presto a Embrun, la prima vera città che attraversiamo da quando abbiamo passato il confine, con tutti i servizi, i bar, le banche e i negozi.



Visto che la tappa non è poi così lunga andiamo con calma, prendiamo un panino che io e Grazia ci mangiamo subito, un caffè al bar e poi saliamo verso la cattedrale Notre Dame du Réal dove, nell’ufficio accanto, ci facciamo anche timbrare la credenziale.
Riprendiamo sempre su strada verso il grande lago artificiale di Serre-Poncone. Passiamo dietro ad un centro commerciale e costeggiamo a distanza ancora il fiume La Durance fino a quando si immette nel lago, camminiamo su di un argine artificiale circondati da un paesaggio stupendo.


Procedendo sull’argine ci ritroviamo infine a costeggiare il lago camminando proprio lungo le “spiagge”.


Fino a quando arriviamo di fronte al letto di un largo torrente che si immette nel lago; sebbene sia quasi in secca praticamente è fatto di sedimenti sabbiosi e la scelta di attraversarlo si rivela un po’ complicata. Ci ritroviamo quindi a saltellare tra sassi semi coperti di fango rischiando ad ogni passo di sprofondare; dopo un’ora sorpassiamo l’ostacolo prendiamo un sentiero che gira attorno ad una cava e riprendiamo sulla statale.


Prima di arrivare alla meta facciano pausa in una vasta area in riva al lago, tra camperisti e ragazzi che fanno kite-surfing ci riposiamo e rilassiamo un po’ facendo anche un leggero spuntino.


Torniamo sulla strada e in breve tempo arriviamo a Savines le Lac, una cittadina turistica in riva al lago. Sta sera siano in un appartamento e ci faremo da mangiare da soli, accoglienze pellegrine non ne abbiamo trovate.

 

N.passi 25841


Rotta verso Santiago: giorno 3

Da Pallon a Châteauroux les-alpes

Partiamo da Pallon senza fare colazione visto che l’unico bar è ancora chiuso e ci immettiamo sulla D38, una piacevole lunghissima strada asfaltata dove praticamente non passa nessuno, anche oggi vige la regola “niente sentieri inutili che allungano a dismisura”.

Una bella strada panoramica che percorre dall’alto tutta la vallata dove sotto scorre La Durance la cui vista ci accompagnerà praticamente per tutta la giornata .

Attraversiamo più di un paese, dove con paese si intende qualche casa. Le Chambon, Chanteloube, Les Achards e poi Rèotier ma non c’è verso di trovare un posto per fare colazione, che oramai si sta trasformando in pranzo. Quando dopo una sosta in un’area con panchina e fontanella scendiamo a St. Clement sur Durance dove finalmente troviamo uno snack bar, di quelli prefabbricati che ci sono lungo le statali dove si fermano i lavoratori per il pranzo, difatti proprio sulla statale siamo.

Finalmente un bel mega panino con hamburger e patatine non ce lo leva nessuno, dopotutto abbiamo saltato la colazione e non si può dire che anche la sera prima a quell’unico bar di Pallon, avevamo mangiato poi tanto.
Dopo un’oretta ripartiamo con qualche difficoltà dovuta alla digestione, ma ne valeva la pena. Proseguiamo sulla statale non molto trafficata con qualche tornante e salendo un pò, fino ad un bivio dove giriamo per la piccola frazione di St. Marcellin e subito dopo Châteauroaux Les Alpes, la nostra meta di oggi. Ospiti di Vincent e Sophie e dei loro due figli piccoli.


N.Passi 26762

Rotta verso Santiago: giorno 2

Da Villar Saint Pancrace a Pallon

Facciamo colazione assieme ai due nostri gentilissimi ospitalieri e dopo i saluti ci mettiamo in cammino alle prime luci dell’alba.

Appena fuori paese deviamo su un sentiero sterrato che scende fino a diventare asfalto e attraversiamo un ponte sopra il fiume La Durance, qui decidiamo di non seguire il percorso indicato ma di fare qualche km sulla strada. Dobbiamo fare ancora 2000 km, fare zig zag tra i sentieri va bene se lo fai in una giornata, ma noi quando c’è una strada che ti evita qualche km inutile la facciamo volentieri, sopratutto quando non è molto trafficata.
Proseguiamo su asfalto, che comunque regala dei gran bei panorami, fino ad arrivare a L’argentiere La Bessee dove ci fermiamo a pranzare con dei gran panini che ci siamo preparati questa mattina con la spesa di ieri sera.


Saziati e riposati ripartiamo e il sole di mezzogiorno salta fuori giusto per farci compagnia scaldando come non mai, pensavamo di essercelo lasciato alle spalle il gran caldo ma a quanto pare oggi non è così. Alla periferia della città prendiamo un largo sentiero sterrato e molto assolato che sale fino a 1200 per poi riscendere a mille. Più avanti torna a salire e diventa un lunghissimo sentiero di montagna che sale a 1400 tra pini, rocce e tornanti, camminando su aghi di pino e pigne e per qualche tratto su vecchie frane.



Arriviamo in cima sfiniti e cominciamo subito la ripida discesa verso Pallon, un paesino di poche anime con un bar appena ed il posto dove passeremo la notte, una grande casa con 20 posti letto, docce e bagni costruiti apposta per accogliere più persone, sta sera però tutta per noi 4.

N. Passi: 30823

Rotta verso Santiago: giorno 1

Da Oulx a Villar Saint Pancrace

Mentre facciamo colazione al bar conosciamo una coppia di pellegrini piemontesi, Paolo e Domenica. Brevemente scopriamo che stanno facendo la nostra stessa strada ma loro causa lavoro potranno camminare solo questa settimana, così ci mettiamo d’accordo per procedere assieme, approfittando un po’ del fatto che loro al contrario di me e Grazia, sanno un abbastanza il francese, almeno per farsi capire.

Quindi si parte, fa un po’ fresco a stare fermi ma probabilmente tra non molto ci pentiremo della maglia a maniche lunghe. Dopo qualche km di asfalto, passando da Cesana Torinese e qualche km in salita, prendiamo un sentiero che ci porta nella gola di San Gervasio, un sentiero tra rocce, montagne che risale un torrente dove al di sopra passa il ponte tibetano più lungo d’Europa, una cosa a parer mio da pazzi.

Alla fine di questa gola all’altezza di una cascata risaliamo dei gradini e poi un sentiero fino ad una piana, da lì poi a breve entriamo a Claviere, dove ci fermiamo per una seconda colazione.

Quando riprendiamo siamo praticamente al confine con la Francia, un breve sentiero sterrato e quando scolliniamo in fondo si incomincia a vedere Monginevro, meta di turisti invernali ma oggi abbastanza deserta. Attraversiamo il paese facendo anche tappa in un piccolo alimentari per comperare qualcosa per il pranzo.

Usciti poi da Monginevro la via entra in un sentiero tra i boschi che sale un po’ e più avanti diventa sterrato. Procediamo così per parecchio tempo costeggiando dall’alto Briancon, ci rendiamo poi conto di non essere sulla via segnalata che in teoria dovremmo seguire ma comunque siamo nella direzione giusta, ci perdiamo la visita a Briancon ma senza farlo apposta ; lungo questo sentiero ci mettiamo meno tempo e forse tagliamo qualche km. Anche se, a dir la verità, su questo sentiero ci imbattiamo in qualche tratto dove in un passato nemmeno troppo lontano ci sono state delle frane. Fortuna che a parte qualche goccia, non piove.

Arrivati all’altezza di una fortificazione risalente alla prima guerra scendiamo verso la città, praticamente alla periferia di Briancon. Saliamo poi ancora un po’ e arriviamo a Villar Saint Pancrace, meta di oggi. Prima di chiamare la signora che ci ospiterà sta notte facciamo tappa al bar per la solita birretta.

Poco dopo ci incontriamo con la nostra ospitaliera, lei non parla Italiano ma più o meno lo capisce, mi trovo meglio con il marito che mi viene incontro con l’Inglese. Dopo averci accompagnato a Briancon in auto dove abbiamo fatto un po’ di spesa, vino Italiano compreso, torniamo giusto in tempo per la cena. A parte qualche difficoltà linguistica passiamo una piacevole cena in loro compagnia. Ci consigliano strade, contattano persone e ci aiutano dove possono con il nostro viaggio. Il marito poi a fine pasto ci fa assaggiare anche 3 tipi di amaro diversi, uno più forte dell’altro.
Dopo cena a letto diretti, ma non prima di aver scritto questo resoconto, che vista la stanchezza e il sonno che arrivano a fine giornata, non so mai da che parte iniziare. Forse sarebbe meglio scriverlo prima di cena.

 

N.Passi 27941

Rotta verso Santiago

Nei giorni di cammino, accompagnando Grazia verso il confine con la Francia, si è fatta sempre più insistente l’idea di proseguire. Avevo già in progetto di tornare a casa e fare la Via Postumia che parte da Aquileia e arriva a Genova, ma visto che camminare devo, perché non fare la pazzia di attraversare la Francia a piedi per poi seguire le frecce gialle sul cammino più famoso del mondo, il cammino che ogni pellegrino ha fatto o sogna di fare?
Quindi è deciso, dopo la Via degli Dei e la Via Francigena ora si fa rotta verso Santiago di Compostela, adesso o può anche darsi mai più!

Ad essere sinceri mi preoccupa un po’ la parte Francese, non conosco la lingua e non so quanto sia difficile il percorso, se è molto battuto e se ha una rete di ospitalità. Avendo deciso all’ultimo non mi sono potuto documentare a sufficienza, al contrario della Francigena dove ero partito almeno con qualche informazione in più. La parte spagnola invece so che sarà molto più semplice anche affrontandola senza aver fatto molte ricerche; dopotutto è un cammino che ormai viene percorso da 250 mila persone all’anno ed io avrò anche la fortuna di farlo insieme ad una persona che quel cammino lo ha percorso solamente un anno fa. Comunque le informazioni che non ho io le ha tutte Grazia, per affrontare un cammino di circa 5000 km ovviamente ha dovuto prima documentarsi per bene.
Quindi ho cambiato qualche vestito con qualcosa di più pesante, ho aggiunto il sacco a pelo e rieccomi sul treno che mi riporta al confine, dove Grazia approfitta di una piccola pausa e mi attende per poi ripartire domani.

Via Francigena: giorno 37

Da Sant’ambrogio di Torino a Foresto

Stamattina ci troviamo davanti alla chiesa con Sara e Fabio, giusto il tempo di un caffè e partiamo sulla mulattiera che porta alla Sacra di San Michele. Una salita abbastanza ripida che poi ridiscende dall’altro lato, un posto molto bello e con un alone di magia ma che tutto sommato, per dei pellegrini che devono macinare km, forse sarebbe meglio evitare.


La discesa continua sulla mulattiera tra i sassi a volte resi scivolosi dalle foglie e, una volta giunti al termine, ci rendiamo conto tra salita e discesa non abbiamo fatto poi molti km dei 34 che ci dividono da Susa.

Facciamo una pausa per il pranzo comperando dei panini e da bere in un piccolo negozio a Chiusa San Michele, intanto i nostri accompagnatori di oggi condividono le loro esperienze da pellegrini esperti, sicuramente più esperti di me almeno.
Riprendiamo perché la tappa è ancora molto lunga, passiamo da Vaie, Sant’Antonino di Susa e su un lungo pezzo di statale all’altezza di Malpasso. L’asfalto, la strada trafficata e sopratutto la salita alla Sacra ci ha davvero sfiniti, ma all’arrivo mancano ancora almeno 12 km.

Intanto mentre camminiamo Grazia tenta di contattare le strutture religiose che a Susa danno, in teoria, ospitalità. Una non risponde e l’altra ci spara un 45 euro a persona, assurdo chiedere così tanto a dei pellegrini, più che accoglienza questo lo chiamerei business.

Comunque, procediamo sul cammino quando passando dal piccolo comune di Villar Focchiardo una fontana attira la nostra attenzione. Ricavata da una vecchia pompa a mano con intarsiate nel legno i km che mancano per arrivare a Roma e a Santiago. Un cane che abbaia attira l’attenzione del padrone che esce a vedere e si mette a parlare con noi. È proprio lui ad aver costruito la fontana proprio per i pellegrini, ci dice che vorrebbe anche lui fare qualche cammino ma non trova il modo. Poco dopo esce anche la moglie che ci conferma questo loro sogno di mettersi in cammino, ma la casa, i nipoti, il cane etc non gli permettono di chiudere la porta e partire.

Il signore ci offre gentilmente anche dell’uva dal suo orto, quando sei in cammino da un bel po’ questi gesti ti fanno stare bene e ti danno anche un po’ di fiducia verso le persone.

Manca ancora un bel pezzo per arrivare a Susa quindi salutiamo e ci rimettiamo in cammino. Procediamo per un altro bel pezzo di statale fino a quando, approfittando di un’altra piccola pausa per fare riposare le spalle, riproviamo a contattare le ospitalità a Susa. Niente, non c’è verso di trovare un letto ad un prezzo onesto per qusta sera. A questo punto, visto che ormai sono ore che camminiamo, siamo stanchi se arriviamo fino a Susa e poi rischiamo di non trovare da dormire, quindi cerchiamo un B&B più vicino. A Foresto ne troviamo uno che con tutti i comfort che può offrire un B&B costa comunque meno di quello che chiedono le suore a Susa.

Dopo altri 4 o 5 km arriviamo a Bussoleno dove salutiamo Sara e Fabio che torneranno indietro col treno. Io e Grazia invece ci fermiamo al bar per bere qualcosa e poi ci incamminiamo stanchissimi verso Foresto, altri caldissimi 4 km. La camera praticamente è la mansarda di una villetta, 4 letti un bel bagno pulito e tutto quello che serve. Alla faccia delle suore e dei frati inospitali!


Stasera andiamo a cena nell’unico locale del paese, da zia Rosa. Pollo ai ferri e insalata, personale simpatico e gentile. Meglio di così non si può chiedere, tutto sommato la giornata di oggi anche se è stata pensante ci ha dato molto.

La mattina scendiamo in cucina dove la padrona di casa ci ha preparato una ricca colazione con dolce e salato, una persona veramente gentile e simpatica che tra l’altro decide di accompagnare Grazia per un breve tratto di strada assieme al suo cane felicissimo di uscire a fare un giro.

 

Io e Grazia invece ci salutiamo e poi mi dirigo verso la stazione di Bussoleno per tornare a casa.

 

N. Passi: 39474

Via Francigena: giorno 36

Da Torino a Sant’ambrogio di Torino

Partiamo dalla città seguendo corso Francia accompagnati per un po’ da Anna, fino al bar dove facciano colazione. Dopo averla salutata procediamo sempre dritti, camminare in città non è proprio il massimo della comodità, su e giù dai marciapiedi, semafori, auto, ostacoli e incroci, di certo molto meglio gli sterrati in mezzo alla natura.


Quando usciamo e passiamo anche la periferia di Torino arriviamo a Rivoli, dove iniziamo anche un po’ a salire. Qui ci sarebbe il castello da visitare ma non è sulla Via e la giornata è ancora lunga, quindi a malincuore lo saltiamo.

Più avanti arriviamo a Rosta dove ci fermiamo per il pranzo in una trattoria dove servono cucina tipica Lucana.
Superato l’abbiocco post pranzo ci rimettiamo in cammino prendendo poco dopo la Strada antica di Francia, passando da Sant’Antonio di Ranverso. Una antico precettorato del 1188 dove davano assistenza ai pellegrini ed ai malati di peste.

Proseguendo passiamo da Avigliano e in fine arriviamo Sant’ambrogio di Torino, dove, non avendo ricevuto risposta dalle strutture segnalate sulla guida, abbiamo trovato alloggio in un b&b che altro non è che una camera per gli ospiti di una casa privata.

Domani ci aspetta una bella salita fino alla Sacra di San Michele.


N.Passi 24974


Via Francigena: giorno 35

Da Gassino Torinese a Torino

Oggi tappa che promette di essere tranquilla e semplice. Partiamo verso le 7:30 e dopo un breve tratto di paese prendiamo il sentiero sull’argine del canale Cimena, ora in secca per manutenzione.

In lontananza si vede chiaramente Superga, ma i tempi e la distanza non ci permettono di salire i 600 metri di collina per visitarla.

Poco dopo ci viene incontro in bicicletta Piermario che ci accompagnerà per un po’. Il percorso continua così, prima da un lato e poi dall’altro del canale fino a San Mauro Torinese e il grande fiume Po, da dove prende l’acqua quando le chiuse sono alzate.
Qui facciano una breve pausa caffè e poi ripartiamo lungo l’argine del Po su una bellissima pista ciclo-pedonale.


Quando più avanti ci separiamo da Piermario che torna a casa, Torino oramai non è molto lontana. Continuiamo lungo l’argine tra ciclisti e persone che fanno jogging e infine arriviamo al ponte dove da una parte spicca il cupolone della Chiesa della Gran Madre di Dio, dall’altra la grande piazza Vittorio Veneto .

Lo attraversiamo e andiamo in zona Palazzo Ducale dove ci dobbiamo trovare con l’associazione che sta seguendo la causa per cui Grazia sta camminando.

Purtroppo dopo pranzo Antonio ci saluta per tornare a casa, sia io che Grazia saremmo stati felici di averlo ancora al nostro fianco.

Più tardi faccio compagnia a Grazia e a quelli dell’associazione mentre parlano del suo cammino ai bambini di una scuola. E per questa sera saremo ospiti di Anna che oltre ad un posto per dormire ha organizzato un piccolo evento in un locale della zona sempre per dare modo a Grazia di parlare e rispondere a qualche domanda.

 

N.passi 23737

Via Francigena: giorno 34

Da Castell’Apertole a Gassino Torinese

Partiamo alle prime luci dell’alba, oltre a Grazia ovviamente, oggi e fino al confine francese camminerà con noi anche Antonio.
Subito dopo il B&B la strada gira in un lungo sterrato, per ora il sole non è ancora alto e si sta bene, c’è un piacevole fresco e la nebbiolina che sale dai campi crea una bella atmosfera.

Lo sterrato prosegue per qualche km e poi diventa asfalto e arriva a Lamporo, piccolissimo paese dove troviamo l’unico Bar chiuso. Facciamo una breve pausa sulle panchine e poi proseguiamo. Fuori paese torniamo sullo sterrato che passa tra i campi di frumento costeggiato da canali di irrigazione.
Arriviamo quindi all’altezza del Canale Cavour, un grande canale artificiale che da Po porta acqua ai campi fino ad arrivare al Ticino.


Su consiglio di un amico di Antonio decidiamo di seguire l’argine del canale che ci permetterà di tagliare parecchi km e ricongiungerci alla Via all’altezza di Castelrosso. Lungo l’argine il cammino è tranquillo a parte un punto dove non mi sento molto sicuro, non sono proprio un’amante dell’acqua.


Dopo circa 18 km dalla partenza lasciano l’argine e del canale per entrare a Verolengo alla ricerca di un bar per pranzare, un’oretta di pausa e poi ci rimettiamo in cammino sempre in direzione del canale Cavour.


Dopo altri 7 o 8 km sull’argine arriviamo a Chivasso, ci portiamo verso il centro e dopo un’ultima pausa per riprenderci un po’ ci spostiamo verso il duomo dove ci aspetta Piermario per portarci a Gassino Torinese. Siccome a Chivasso non abbiano trovato un posto per la notte andremo appunto a Gassino, 10 km più avanti, altri 10 km che con questo caldo non riusciremmo a fare.


Domani tappa breve per arrivare a Torino, ma sarà comunque una giornata piena di appuntamenti per Grazia e per la sua causa quindi sarà comunque impegnativa.

N.Passi 35172

Via Francigena: giorno 33

Da Vercelli a Castel’apertole

Questa mattina siamo un bel gruppetto di otto pellegrini, ci ritroviamo davanti all’ostello Sancti Eusebi dove ho passato la notte. Il tempo delle presentazioni e via.

Oggi non c’è poi molto da raccontare, appena usciti da Vercelli la via continua sempre su asfalto, passando per un paio di paesi quasi fantasma, senza bar e senza anima viva. Fino a quando finalmente arriviamo a Lignana, non che sia molto più vivo ma almeno c’è un bar aperto. Intanto un paio di amici ci salutano, hanno voluto fare un tratto di strada con noi, sopratutto con Grazia, ma ora tornano a Vercelli dove hanno lasciato l’auto.

Dopo uno spuntino e un rifornimento di acqua ripartiamo, per quello che sarà uno dei tratti più interminabili che fino ad ora ho mai fatto. Circa 15 km di asfalto dritto, rovente e in mezzo al nulla. Tanto che ad almeno 5 km dall’arrivo rimaniamo tutti senza acqua e visibilmente stanchi. Sarebbe stato utile sapere prima cosa ci aspettava di modo da fare una maggiore scorta d’acqua.


Praticamente oramai all’arrivo, quello che da lontano nelle nostre condizioni poteva anche rivelarsi un miraggio invece è una grande area di sosta con benzinaio, bar, ristorante e piscina adiacente. Ovviamente ci fiondiamo subito dentro e in meno di un attimo ci scoliamo un paio di bottiglie di acqua gelata e a seguire la solita birra di fine tappa. Poi passiamo anche al ristorante dove ad un prezzo veramente onesto ci portano vassoi pieni di tutto, dalla pasta fredda agli affettati. Insomma quello che ci serve dopo una tappa così pesante.

Scopriamo poi che la struttura è della stessa proprietaria del B&B dove staremo questa notte, un bellissimo edificio appartenuto a quanto pare alla famiglia Savoia è trasformato in SPA e hotel. Salutiamo altri tre elementi del gruppo di oggi che torneranno a casa in treno e saliamo in camera.
Doccia, bucato e per la cena torniamo al ristorante di questo pomeriggio, sta notte probabilmente dormirò bene e per una volta con l’aria condizionata invece del solito afa di questi giorni.

 

N.passi 30074