Rotta verso Santiago: giorno 32

Da Villafranca del Bierzo a O Cebreiro

 

Ci svegliamo presto come al solito, ieri poi ci è andata di lusso perché ci hanno messo in una piccola stanza da 8 posti e non hanno aggiunto nessuno così siamo rimasti solo noi 4.
Ci beviamo un caffè e poi ci mettiamo in cammino raggiungendo subito le altre tre Italiane che abbiamo conosciuto ieri; loro hanno iniziato il cammino da poco e ora stanno patendo i tipici dolori dei primi giorni quindi camminano piano e presto le lasciamo dietro di noi.
Tra l’altro oggi ho voglia di camminare con il mio passo e dopo una manciata di km prendo le distanze anche dagli altri.

La prima parte oggi è tutta su asfalto, per lo più sul lato di una strada che costeggia, passa sopra o sotto l’autostrada percorrendo tutta una vallata e a tratti costeggia il Rio Valcarce.

Gli unici punti un po’ variegati sono quando la via passa dentro dei piccoli paesini e nel primo di questi mi fermo per un caffè mentre aspetto gli altri.
Percorriamo altri km sempre a lato della strada quando finalmente deviamo allontanandoci e salendo per paesini che diventano mano a mano tipicamente di montagna. Ci fermiamo ad un bar per un panino e riprendiamo subito dopo, la tappa è lunga ancora.

Riprendiamo a salire sempre su asfalto e sempre tra piccolissimi paesi fino a quando le frecce gialle ci mandano sullo sterrato: da qui si fa sul serio. La salita diventa più ripida e sconnessa e saliamo di almeno 400 metri in poco tempo; arrivati alla fine di questa prima salita siamo a La Faba, dove incontriamo Cristian intento a suonare la chitarra fuori dal rifugio/albergue dove lui e un suo amico hanno deciso di fermarsi. Facciamo pausa anche noi per riprenderci dalla salita che ci ha fatto sudare non poco e dopo una birretta ripartiamo.
Enrico però decide di fermarsi qui per oggi, immagino che anche questa sera suoneranno e canteranno fino a quando non toglieranno loro la chitarra dalle mani.


Io, Grazia e Simona invece riprendiamo lungo la lunga salita che ancora ci divide dalla meta, altri 5 km circa per arrivare a quota 1300 e ancora di più per arrivare finalmente a O Cebreiro. La fatica però è ripagata da quello che ci circonda, mi piacciono questi percorsi perché ad ogni metro il panorama cambia, mentre Grazia che soffre di più le salite preferirebbe camminare in piano.


L’albergue comunale non è male, siamo praticamente in mansarda e non essendo abbastanza alta niente letti a castello, quindi anche meno posti, meno rumore e meno odori. Al piano terra c’è anche la cucina ma è sprovvista di pentole, il che la rende inutile. Andiamo quindi a mangiare al ristorante dove, con 10 euro, il menù del pellegrino prevede zuppa, uova, salsiccia e patatine e per dolce del formaggio tipo ricotta con il miele, almeno questo è quello che ho scelto io.

 

N. Passi: 37211


Rotta verso Santiago: giorno 31

Da Ponferada a Villafranca del Bierzo

 

Questa notte non ho dormito proprio bene e questa mattina il risveglio non è stato dei migliori; alle 6.30 l’ospitalero di turno ha acceso la luce e gridato qualcosa per svegliare tutti, ci mancava solo suonasse la tromba.
Tiriamo assieme le nostre cose e saliamo a fare colazione alle macchinette, il percorso ci fa passare dal centro storico e di fianco al castello che ieri pomeriggio non abbiamo avuto il tempo di visitare perchè siamo arrivati un po’ tardi. Passiamo tra vicoli purtroppo imbrattati da graffiti fino ad entrare in un grande parco; lo attraversiamo e usciamo definitivamente dalla città, prima però ci fermiamo ad un bar per un caffè.

Passiamo la giornata sopratutto su asfalto, passando da Camponaraya e, più tardi, da Cacabelos dove ci fermiamo a pranzare; qui troviamo anche Javier che, a quanto pare, si fermerà anche lui dove stiamo andando noi.
Usciti dalla città prendiamo una specie di variante che ci porta su alcune colline coltivate a uva e, salendo e scendendo tra di esse, arriviamo a Villafranca. All’ostello questa sera partecipiamo alla cena comunitaria e poi anche ad uno strano rito che uno degli ospitalieri fa con un liquore dolce a cui da fuoco e poi recita una specie di benedizione per i pellegrini.

In teoria non ci saremmo dovuti nemmeno fermare qui ma invece ne è venuta fuori una serata molto piacevole; abbiamo conosciuto altre 3 pellegrine Italiane e con un altro paio di persone di fatto gli Italiani erano la maggior parte degli ospiti nell’albergue.

Domani tappa lunga e in salita, quindi a letto presto per quanto possibile.

 

N.Passi: 30097

Rotta verso Santiago: giorno 30

Da Rabanal del Camino a Ponferada

Visto che oggi ci aspetta una partenza in salita tra i sentieri, non ci sembra il caso di camminare tanto al buio, quindi con calma usciamo dall’albergue verso le 8:00 di modo che dopo i primi 2 o 3 km è già chiaro, giusto prima di immetterci nei sentieri di montagna.

Comunque c’è la nebbia o, per meglio dire, ci sono le nuvole basse, che di certo non aiutano, troppo poca acqua per mettere il poncho, ma comunque abbastanza per bagnarci.

Saliamo per sentieri tra sassi ed alberi fino ad arrivare a Foncebadòn, un piccolissimo “paese” con una specie di punto di ristoro, dove vendono un po’ di frutta, qualche dolce, dei panini, caffè e tè. Ma sopratutto hanno il camino acceso, che in una giornata fredda come oggi è quello che ci vuole.
Non ci fermiamo molto perché più la pausa è lunga più è dura riprendere, ormai siamo a quota 1530 e dopo un paio di km arriviamo alla Cruz de Ferro, punto caratteristico del cammino dove i pellegrini lasciano qualcosa, dal sasso portato da lontano al braccialetto, alla conchiglia. Di tutto insomma; Grazia invece lascia una delle sue magliette, alcune foto e oggetti che le hanno lasciato amici ma sopratutto parenti delle donne vittime di violenza che ha incontrato in Italia.

Dopo qualche foto riprendiamo scendendo per un po tra sterrati e sentieri, passando dal caratteristico rifugio di Manjarin e poi lungo un continuo saliscendi tra i monti per buona parte della giornata, per molti una tortura ma personalmente io preferisco tappe così alla monotonia delle Mesetas ad esempio. Qui i panorami cambiano continuamente e, sembrerà strano, ma mi stanco anche meno, le gambe non fanno sempre lo stesso movimento per 30 km come quando si cammina in pianura così anche i muscoli sollecitati non sono sempre e solo gli stessi.


Comunque, dopo km e km di sentieri rocciosi resi scivolosi dalla pioggia leggera arriviamo a El Acebo de San Miguel dove ci fermiamo a pranzare, giusto proprio quando inizia a piovere con più insistenza. Poi, dopo aver ripreso, sempre coperti per la pioggia ci incamminiamo verso Molina Seca, passando prima da Riego de Ambrós, un altro bellissimo borgo ben curato.

Durante il tragitto smette e rincomincia a piovere così spesso che ormai divento un esperto a togliere e rimettere il poncho senza nemmeno fermarmi.

A Molina Seca, bel paesino ricco di bar e ristoranti, ci fermiamo per bere qualcosa e da qui in poi decidiamo di seguire la strada per i restanti 5 km che ci dividono dalla meta, ormai sono le 16:30 e seguendo lo sterrato allungheremo ulteriormente.
Dopo questi ultimi km di marciapiede arriviamo all’albergue parrocchiale, una grande struttura che può ospitare fino a 170 pellegrini, con tutto quello che serve. Purtroppo oggi è tardi per girare un po’ per la città, la tappa è stata lunga e siamo partiti più tardi del solito. Ci resta giusto il tempo per lavarci, fare la spesa e magiare in compagnia di Daniele e Sergio, due signori Italiani che abbiamo conosciuto già a León.
Domani, tempo permettendo, dovrebbe essere una tappa più tranquilla.

 

N. passi: 38698


Rotta verso Santiago: giorno 29

Da Astorga a Rabanal del Camino

 

Oggi non ci aspetta una tappa impegnativa, una ventina di km circa, quindi facciamo con calma e per le 7:30 siamo in strada ma comunque sempre con il buio.
Attraversiamo la città passando davanti alla cattedrale e poi lungo le strade di periferia che, dopo un cavalcavia sopra l’autostrada, si immettono in uno sterrato; intanto dietro di noi il cielo inizia a farsi rosso con le prime luci dell’alba.

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Arriviamo al primo paesino dove facciamo una piccola pausa caffè e quando riprendiamo siamo ancora più infreddoliti di prima nonostante ormai si cammini con guanti e berretto. Sempre su sentiero attraversiamo un paio di altri piccolissimi paesi; qui su questo tratto l’anno scorso è stata rapita e uccisa una pellegrina americana, Denise Thiem. Un uomo aveva cambiato i segnali facendola perdere per poi approfittare di lei. Infatti oggi l’idea di Grazia sarebbe di lasciare la sua maglietta nel punto dove pensiamo di trovare una croce, una lapide o comunque qualcosa in memoria di questa ragazza. Però una volta arrivati a El Ganso ancora non abbiamo trovato niente. Scopriremo poi che di fatto non esiste niente di simile. Magari verrà fatta o magari c’è da qualche altra parte o forse addirittura a Santiago dove hanno poi svolto i funerali, ma purtroppo non abbiamo nessuna informazione a riguardo. Magari la maglietta la lasceremo domani alla Cruz de Ferro.

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Comunque dopo altri 6 km circa la tappa di oggi si conclude molto tranquillamente a Rabanal del Camino, un minuscolo paesino di 44 abitanti da quello che mi dice la padrona dell’ostello dove ci fermiamo. Piccolo e accogliente, con la cucina questa sera ci facciamo una bella e calda zuppa di ceci visto che il sole alla fine non ha riscaldato questo granché e il freddo si fa sentire. Domani poi danno addirittura pioggia e ci aspetta una lunga salita, speriamo che regga il tempo perché di bagnarmi non ne ho proprio voglia con questo freddo.

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N. passi: 25008


Rotta verso Santiago: giorno 28

Da Hospital de Orbigo a Astorga

 

Oggi tappa breve, il piano sarebbe di arrivare a Murias de Rechivaldo abbastanza presto così da poter fare lavatrice ed asciugare il bucato visto che tra tutti e quattro è un po’ che non ne facciamo uno come si deve e visto che appoggiamo lo zaino ovunque e dormiamo in posti certo non pulitissimi; dopo un po’ una lavata seria a tutto quanto ci vuole.
Quindi ci mettiamo in cammino al solito orario, quando è ancora buio; la strada non è molto interessante, usciamo dal paese su uno sterrato e mentre sorge il sole arriviamo ad affiancare la solita statale E-122 in direzione Astorga.

Percorriamo una lunga salita, ma poco impegnativa, e poi altro sterrato sempre accompagnato dalla statale, oggi poi è lunedì quindi anche abbastanza trafficata.
Quando ci allontaniamo dalla strada prendiamo una salita che porta su una collina dove c’è una croce; da lì si può già vedere Astorga. Scendiamo e attraversiamo San Justo e quando prendiamo un largo sterrato cominciamo anche a vedere in alto la cattedrale; saliamo verso il centro città e decidiamo di fermarci al primo bar.

Qui Enrico riceve la notizia che un signore pellegrino che ha conosciuto è finito in ospedale dopo una brutta caduta e un altro ragazzo che ha camminato con lui è fermo qui da ieri per una tendinite. Decidiamo quindi di andare a trovarlo all’albergue visto che è poco lontano.

Mentre parliamo con questo ragazzo veniamo a conoscenza da un ospitaliero dell’albergue che a Murias, dove abbiamo deciso di arrivare oggi, non ci sono negozi ma solo ristoranti, questo ci porta a pensare che per soli 5 km ci conviene fermarci ad Astorga che è una città con tutti i servizi e l’albergue dispone di lavatrici e asciuga biancheria. Essendo arrivati praticamente a mezzogiorno abbiamo tutto il tempo per fare doccia, bucato e rilassarci. Anzi visto l’orario facciamo anche un po’ di spesa e ci prepariamo un piatto di pasta aglio e olio.

Nel pomeriggio me ne esco a fare un giro per vedere un po’ la città e la cattedrale.


Questa sera poi a cena saremo in 7, ci sono parecchi Italiani e mangiare in compagnia di gente nuova è sempre un piacere, e visto che alla fine ci avanza anche qualcosa lo offriamo ad altri due ragazzi, anche loro Italiani, perché buttare via del cibo è una cosa da evitare, sempre!

 

N.Passi: 22223


Rotta verso Santiago: giorno 27

Da León a Hospital de Orbigo

 

Oggi la tappa è un po’ lunga; partiamo come sempre presto passando tra le vie della città dove ci sono ancora le bancarelle della festa finita ieri sera, in giro ci sono anche parecchi giovani appena usciti dalle discoteche visibilmente stanchi ed alcuni ancora alticci.
Usciamo dalla città passando per qualche comune di periferia mentre si sta facendo giorno, salendo di poco passiamo da una zona industriale. A La Virgen del Camino ci fermiamo per la colazione, poi troviamo Val Verde del Camino e tanto tanto sentiero che costeggia la strada, ma dopotutto siamo nella periferia di una grande città, non possiamo pretendere grandi prati e pace.

Ci fermiamo poco prima di Villadangos in un locale dove si fermano anche i camionisti per pranzare, ci facciamo dei panini enormi e presi dalla sonnolenza del dopo pasto riprendiamo per gli ultimi 10 km. Interminabili sia per la stanchezza che per la monotonia del percorso, camminiamo praticamente sempre su un sentiero al lato della strada dove le auto sfrecciano veloci.
Arriviamo finalmente a Hospital de Orbigo quando ci si presenta davanti un bellissimo ponte medievale che porta in centro; lo attraversiamo e arriviamo all’albergue San Miguel, un posto molto carino dove appena entri pensi che ci staresti volentieri anche più di un giorno. Accogliente, pulito, caratteristico ma allo stesso tempo moderno.



Facciamo la doccia, laviamo qualche vestito e poi aspettiamo la cena, questa sera cucina il nostro oramai amico Javier, pasta alla Navarrese.

 

N.Passi: 40410


Rotta verso Santiago: giorno 26

Da Mansilla de Las Mulas a León

 

Dopo aver dormito per quasi nove ore mi sveglio finalmente riposato e pronto per affrontare la giornata, anche se non dovrebbe essere molto impegnativa oggi visto che da qui a León ci sono 22 o 24 km al massimo.
Comunque beviamo velocemente un caffè dal distributore, gentilmente offerto da Javier, un simpatico personaggio che ormai incontriamo da diversi giorni. Fa amicizia con tutti e cammina da solo sempre con la musica di sottofondo che lo accompagna da un altoparlante bluetooth. Ieri sera ha cenato con noi e domani ci ha promesso che cucinerà lui.
Ci mettiamo in cammino uscendo dalla città su di un ponte e poi lungo lo sterrato che costeggia la statale N-601; qualche km dritto che percorriamo mentre il sole sale e ci fa luce. Giungiamo a Villamoros con l’intenzione di fare una vera colazione ma in questo paese, che a dire il vero pare formato da una sola via, non ci sono bar e nemmeno negozi a parte un panificio. Chiediamo ad un signore se c’è qualcosa vicino e lui ci dice di proseguire sul cammino per un paio di km.

 

Infatti a breve arriviamo a Villarente dove troviamo subito appena entrati in paese un grande bar dove ci facciamo un caffè, una spremuta ed una brioche.

Riprendiamo percorrendo la città sui marciapiedi; ormai si tratta della periferia di León praticamente, fino a quando deviamo su uno sterrato che diventa salita e arriva a Arcahueja dove facciamo una breve pausa sulle panchine.
Ripartiamo poco dopo facendo una lunga salita che poi scende verso una zona industriale, passiamo la statale sopra un grosso cavalcavia pedonale e ci addentriamo in León.

Ci vogliono ancora diversi km prima di raggiungere il centro storico dove ci sono anche gli albergue; ci rechiamo al primo dove abbiamo intenzione di sostare sopratutto perché ci sono lavatrici e asciuga biancheria e tutti e 4 abbiamo bisogno di fare un bucato decente. La signora alla reception ci dice che sono al completo purtroppo, sinceramente ci sembra strano visto che hanno più di 100 posti e non si vede il solito viavai di pellegrini tipico degli albergue. Ma pazienza, andiamo a quello delle suore Benedettine dove c’è posto, lasciamo lo zaino e, prima di fare la doccia, facciamo tappa al bar per organizzarci visto che i dormitori dell’albergue sono divisi tra uomini e donne e non abbiano così modo di parlare comodamente in camera nostra.
A León c’è anche una festa medievale in corso con un sacco di bancarelle e cibo per tutti i gusti; pregustavamo già una bella Paella o una grigliata di carne ma i prezzi sono davvero esagerati, 10 euro per un piatto di paella quando, con il menù del pellegrino, al ristorante mangiamo primo, secondo, contorno, pane e vino. Non ci sembra il caso!
Nel pomeriggio facciamo anche visita alla cattedrale, da fuori però. Non per essere tirchi, ma una persona che fa un pellegrinaggio di circa 780 km a piedi dovrebbe poter visitare i luoghi di culto gratis; dopotutto non consumiamo mica niente. Qui, a quanto pare, invece non fanno nemmeno lo sconto che in altri luoghi fanno, tipo alla cattedrale di Burgos.

 

 

 

N. passi: 23480


Rotta verso Santiago: giorno 25

Bercianos de Real Camino a Mansilla de Las Mulas 

Lasciamo l’albergue verso le 7:00; fa freschino ma per ora almeno non soffia vento ed il cielo è limpido. Appena usciti dal paese ci troviamo a camminare al buio su un sentiero sterrato che costeggia la strada, a dire il vero praticamente sarà così per tutta la giornata al di fuori dei centri abitati.

Dopo i primi 8 km entriamo a El Burgos Rainero, piccolo paese anche questo ma sicuramente meglio del precedente; qui ci fermiamo al bar per la colazione e riprendiamo poco dopo, l’idea è di arrivare il prima possibile alla meta oggi.

Inutile dirlo, appena lasciate alle nostre spalle le case inizia il solito sentiero accanto alla strada, per fortuna domani arriveremo a León e ci lasceremo dietro le Mesetas, perché questo poco variare di paesaggi mi sta stufando un po’ ormai.
Arriviamo verso mezzogiorno a Reliegos, altro paesino che non promette niente di particolare, cerchiamo un bar per pranzare e decidiamo di puntare all’ultimo, il bar Elvis. Già da fuori si capisce che è un locale particolare, l’interno poi lo conferma. E’ interamente ricoperto di scritte lasciate dai pellegrini e maglie appese ovunque, sempre lasciate dagli stessi. Il padrone dietro al bancone tracanna birra e mette musica rock’n’roll anni 60 e non sta fermo un attimo. Non è proprio il locale più pulito del mondo, anzi, però è sicuramente il più allegro che abbiamo visto fino ad ora. Ci facciamo fare dei panini e poi ci viene l’idea di firmare tutti la maglia dell’associazione che segue Grazia e di appenderla assieme alle altre. Foto di rito, anche col padrone del locale e poi si riparte al caldo.

Rieccoci sul sentiero che costeggia la strada e dopo gli ultimi 6 km, interminabili come lo sono sempre gli ultimi, arriviamo a Mansilla. Dopo la doccia e la spesa questa sera si va di risotto; io però ieri notte non ho dormito un granché bene e questa sera sono abbastanza a terra. Provo a svegliarmi con un po’ di caffè dopo cena ma alle 20:30 ho già quasi voglia di andare a dormire. Mentre Cristian ed Enrico intrattengono gli altri pellegrini suonando e cantando canzoni italiane io alle 21:30 mi arrendo e mi infilo nel sacco a pelo.

 

N.Passi: 32557

Rotta verso Santiago: giorno 24

Da Terradillos de Los Templaros a Bercianos del Real Camino

Sveglia alle 6:00 come sempre e caffè al bar dell’albergue, la colazione un po’ più sostanziosa la faremo più tardi magari. Partiamo prendendo il sentiero che costeggia la strada che porta in centro e attraversando Terradillos siamo presto su un altro sterrato lungo, ma questa volta almeno ha qualche curva. Dopo qualche km col vento freddo che ci costringe a tirare fuori giacche e giacchette, arriviamo a San Nicolás dove ci fermiamo per una colazione vera e propria con brioche e caffè.

Quando, dopo una mezz’ora abbondante, riprendiamo a camminare, torniamo a costeggiare la statale sempre su uno sterrato che ad un certo punto sale e ci mostra in lontananza la città di Sahagún, che per quanto ci sembri vicina ci costringerà a camminare ancora per 8 km circa prima di lasciarci entrare. La città, ad essere sinceri, sembrava meglio da lontano; entriamo passando vicino alla stazione ferroviaria e poi la attraversiamo passando dal quello che sembrerebbe il centro. Ci fermiamo per pranzare all’ultimo bar che c’è prima di uscire dalla città dove il titolare ha un grande rispetto per i pellegrini e per il cammino e ci dice quanto secondo lui è importante e profondo percorrere tutti questi km fino a Santiago.

Dopo un panino, una birra ed una breve esibizione di Cristian con la chitarra trovata al bar, ci rimettiamo in cammino per gli ultimi km; all’altezza di Calzata del Coto Cristian ci saluta e aumenta il passo, vuole raggiungere dei suoi amici e coetanei che sono più avanti e quindi deve accelerare il passo se vuole arrivare prima di sera.

Noi proseguiamo invece verso Bercianos del real Camino, dove arriviamo dopo altri 5 km con un passo abbastanza spedito. Il paese non è proprio il massimo della vita e nemmeno l’ostello sinceramente, però le piccole carenze sono compensate dal calore umano e dall’atmosfera, cosa che ho già notato anche sulla Francigena nelle ospitalità a donativo dove sono stato.

Mangiamo insalata, zuppa con dentro di tutto e frutta assieme a tutti i pellegrini e poi andiamo ad assistere al tramonto poco più in alto rispetto all’ostello, una cosa molto carina che dopotutto ti fa dimenticare anche le piccole scomodità di un albergue non proprio messo bene.

 



 

N. passi:  29764

Rotta verso Santiago: giorno 23

Da Carrión de Los Condes a Terradillos de Los Templaros

Sul cammino ogni giorno è una novità e su questo non ci piove, ma può capitare di fare tappe dove è davvero difficile raccontare il percorso; oggi è una di quelle.
Una volta usciti dal paese la strada diventa uno sterrato interminabile, qualcosa come 18 km dritti dritti con un unico punto di ristoro, un po’ alla buona, senza corrente nè bagni, dove sostare un attimo. C’è un un vento freddo questa mattina e si sente, specialmente quando si sta fermi.

Con noi oggi, oltre a Simona ed Enrico, c’è anche Cristian, un giovane ragazzo della provincia di Varese molto in gamba e dalla cultura musicale notevole per uno della sua età, infatti passa buona parte della giornata a cantare con Enrico un vasto repertorio di canzoni Italiane, anche se personalmente non è il mio genere. Già il percorso di oggi è abbastanza noioso, i cantautori Italiani come De Andrè o Guccini non sono proprio il massimo dell’allegria per accompagnare un panorama desolato come questo.
Comunque dopo questi primi 18 km arriviamo a Ledigos mentre il sole inizia a farsi sentire ora che non è più nascosto dalle nuvole; ci fermiamo più di un’ora a pranzare ed a riposare aspettando che passi anche un po’ del caldo di mezzogiorno per poi ripartire sempre su piccoli sentieri che costeggiano la strada asfaltata, abbastanza deserta pure quella.

Dopo gli ultimi 3 km arriviamo a Terradillos de Los Templaros dove l’albergue è la prima cosa che incontriamo, fa anche da ristorante e bar e visto che è un po’ fuori dal paese praticamente per questa sera non ci muoviamo più da qui.

N. Passi: 32871