Rotta verso Santiago: giorno 23

Da Carrión de Los Condes a Terradillos de Los Templaros

Sul cammino ogni giorno è una novità e su questo non ci piove, ma può capitare di fare tappe dove è davvero difficile raccontare il percorso; oggi è una di quelle.
Una volta usciti dal paese la strada diventa uno sterrato interminabile, qualcosa come 18 km dritti dritti con un unico punto di ristoro, un po’ alla buona, senza corrente nè bagni, dove sostare un attimo. C’è un un vento freddo questa mattina e si sente, specialmente quando si sta fermi.

Con noi oggi, oltre a Simona ed Enrico, c’è anche Cristian, un giovane ragazzo della provincia di Varese molto in gamba e dalla cultura musicale notevole per uno della sua età, infatti passa buona parte della giornata a cantare con Enrico un vasto repertorio di canzoni Italiane, anche se personalmente non è il mio genere. Già il percorso di oggi è abbastanza noioso, i cantautori Italiani come De Andrè o Guccini non sono proprio il massimo dell’allegria per accompagnare un panorama desolato come questo.
Comunque dopo questi primi 18 km arriviamo a Ledigos mentre il sole inizia a farsi sentire ora che non è più nascosto dalle nuvole; ci fermiamo più di un’ora a pranzare ed a riposare aspettando che passi anche un po’ del caldo di mezzogiorno per poi ripartire sempre su piccoli sentieri che costeggiano la strada asfaltata, abbastanza deserta pure quella.

Dopo gli ultimi 3 km arriviamo a Terradillos de Los Templaros dove l’albergue è la prima cosa che incontriamo, fa anche da ristorante e bar e visto che è un po’ fuori dal paese praticamente per questa sera non ci muoviamo più da qui.

N. Passi: 32871

Rotta verso Santiago: giorno 22

Da Boadilla del Camino a Carrión de Los Condes

 

Ieri sera dopo aver cenato e fatto amicizia con Enrico e Simona ci siamo accordati per percorrere la tappa di oggi insieme e chissà, magari anche le altre, se i nostri programmi coincideranno.
Partiamo quindi alle prime luci dell’alba uscendo dal piccolissimo paese e presto ci ritroviamo su uno sterrato che dopo poco inizia a costeggiare un lungo canale artificiale per l’irrigazione.


Arriviamo a Fròmista dove ci fermiamo per un secondo caffè, attraversiamo il paese e ci ritroviamo ancora a percorrere lunghi e interminabili sterrati che costeggiano la strada asfaltata che è anch’essa quasi deserta. Ogni tot km troviamo un piccolo paese ma niente più.


Nel mezzo del cammino, verso l’ora di pranzo, arriviamo a Villarmentero de Campos dove sostiamo per uno spuntino al bar di un albergue che sembra anche questo un’oasi nel deserto; attraversata una siepe ci troviamo in un prato con tavolini ed asini, oche, galli, galline e pulcini che girano liberi. In un posto così rilassante ci fermiamo quindi per una bella pausa.

Dopo aver mangiato e bevuto riprendiamo per gli ultimi 8 km di oggi, sotto il sole ed ancora lungo una strada dritta che sembra non finire mai.

Quando arriviamo finalmente a Carrión de Los Condes scopriamo che il primo albergue che avevamo scelto, su consiglio di Grazia che già l’aveva visitato l’anno scorso, purtroppo è pieno quindi ripieghiamo su un altro sempre gestito dalle suore, molto grande e con tutto quello che serve. Doccia, bucato e poi usciamo per fare un po’ di spesa visto che questa sera abbiamo a disposizione anche la cucina.

 

N.Passi: 31165

Rotta verso Santiago: giorno 21

Da Castrojeriz a Boadilla del Camino

Ieri sera, facendo un resoconto delle tappe che ci aspettavano ancora, ci siamo resi conto di aver sbagliato a calcolare i giorni e, visto che il biglietto per l’aereo di ritorno lo abbiamo già preso, non abbiamo molta scelta; Grazia sta camminando da 3 mesi ed io da uno e fare delle tappe al di sopra dei 25 km comincia a pesare un po’. Quindi oggi non ci resta che recuperare sul programma prendendo i mezzi da Burgos e arrivare a Castrojeriz saltando di fatto una tappa di 38 km che ci avrebbe probabilmente devastato.
Arrivati quindi a Castrojeriz ci mettiamo in cammino lungo lo sterrato che tra la nebbia ci porta presto ad una lunga salita verso un piccolo altopiano dove all’orizzonte si intravedono solo delle pale eoliche.



Da qui inizia la discesa che ci porta all’inizio della famigerata Meseta, cento e passa km di strada in mezzo al niente con giusto qualche piccolo paese ogni tanto. Il panorama non è male, ma alla lunga la strada diventa abbastanza monotona, difatti ad un certo punto mi metto gli auricolari per cercare di distrarmi con la musica.
IMG_3291.jpg
A 10 km circa dalla meta di oggi passiamo di fronte all’albergue di San Nicolas, una piccola chiesetta ristrutturata ed unico albergue sul cammino di Santiago gestito da ospitalieri Italiani della confraternita di San Jacopo; ovviamente entriamo invitati gentilmente da Anna, l’ospitaliera di turno, che ci offre anche il caffè. E’ un posto molto piccolo, carino ed accogliente anche se particolare in quanto è sprovvisto di corrente, con tutti i “problemi” che ne derivano; ma non manca proprio nulla e chi se ne occupa ti fa sentire davvero a casa.

Qui incontriamo anche Enrico e Simona, altri due pellegrini Italiani. Ci fermiamo per una mezz’ora ma poi ci salutiamo, ovviamente non prima di aver parlato del cammino di Grazia e aver fatto qualche foto insieme. Dopo un paio di km arriviamo a Itero della Vega dove ci fermiamo per uno spuntino per poi ripartire verso Boadilla del Camino lungo un altro tratto di sterrato che che non dà molti spunti per storie da raccontare. Un panorama abbastanza desolato su una strada quasi in piano. Le montagne saranno anche faticose ma sicuramente ripagano di più in fatto di panorami e ti distolgono dalla fatica.


Dopo 8 km arriviamo a Boadilla del Camino in un albergue che sembra più un’oasi, e per di più ritroviamo anche Enrico e Simona con cui passeremo la serata e la cena.

IMG_4366.jpg

N. Passi: 25839


Rotta verso Santiago: giorno 20

Da Agès a Burgos

 

Alle 5:30 sono già sveglio, ma d’altronde andiamo a letto presto dopotutto; metto via le mie cose nello zaino facendo come sempre meno rumore possibile e comincio a scendere, metto le scarpe e mentre aspetto Grazia vado a fare colazione al bar che c’è all’inizio della via.
Ci mettiamo in cammino sulla strada e dopo soli 2 km arriviamo ad Atapuerca mentre è ancora buio; la attraversiamo mentre tutto dorme ancora e giriamo su uno sterrato che inizia a salire. Alle prime luci dell’alba stiamo ancora salendo, ma ora su uno sterrato disseminato di rocce, fino ad arrivare in cima dove si presenta un panorama abbastanza arido e desolato.

Scendiamo dall’altra parte fino ad incontrare una piccola strada asfaltata che passa da Villaval, un paesino con un bar dove ci fermiamo per una spremuta; dentro troviamo piatti, panini e dolci di ogni tipo che quasi mi fanno pentire di aver già fatto colazione, sopra ad un bancone pronto ad accogliere anche un centinaio di pellegrini.
Proseguiamo attraversando piccoli centri abitati fino all’aeroporto di Burgos, non certamente uno scalo internazionale, probabilmente è attivo solo per piccoli voli privati. Lo costeggiamo in gran parte fino a quando, proseguendo dritto, entriamo a Cantares, un comune della periferia. Seguiamo le frecce gialle fino ad un grande parco e poi lungo l’argine del Rio Arlazon.

Il sentiero si immette poi in un altro grande parco che ricorda un po’ i lunghi viali del parco di Monza, dove incontriamo tantissima gente che passeggia, corre e va in bicicletta; si vede proprio che oggi è domenica. Il parco prosegue e prosegue per diversi km a fianco della città fino a quando le indicazioni ci dicono di attraversare un ponticello sul fiume per addentrarci in Burgos. L’albergue municipale è a due passi dalla cattedrale, molto grande sullo stesso stile di Roncisvalle e Pamplona.

IMG_3261.jpg


C’è anche un qualche tipo di festa medievale in città, ma, a giudicare dal grande numero di negozi e ristoranti, Burgos deve essere molto turistica durante tutto l’anno.
Oggi la tappa è stata abbastanza corta, solo 23 km. Volevamo arrivare in città presto per avere più tempo per fare le nostre cose e magari riposare un po’. Grazia ha un problema ad un piede che non la molla ed io comincio un po’ a sentire fastidio ad un muscolo di una gamba. Ho trovato anche il tempo per fare aggiustare lo schermo del telefono che mi si era rotto a Saint Gilles, dieci giorni fa.

 

 

N.Passi: 27525


Rotta verso Santiago: giorno 19

Da Belorado a Agés

Appena svegli abbiamo una brutta sorpresa, piove e nemmeno poco. Per fortuna però smette mentre stiamo ancora facendo colazione e questo ci risparmia il dover indossare il poncho, almeno per ora.

Lasciamo Belorado percorrendo i suoi stretti vicoli raggiungendo uno sterrato che costeggia la statale per diversi km; oggi ci sono molti più pellegrini rispetto a ieri.
Intanto il cielo sembra schiarirsi e addirittura comincia ad uscire il sole.

Seguendo sempre il largo sterrato (fino ad oggi non mi è ancora capitato di camminare su strade trafficate e dubito succederà) passiamo da qualche piccolissimo paese alla ricerca anche di un bar, senza successo.
Incontriamo Tosantos, Villambistia ed un altro paio di micro paesi con addirittura degli albergue ma senza bar fino ad arrivare, dopo i primi 10 km della giornata, a Villafranca montes de Oca, dove facciamo pausa.
Quando riprendiamo iniziamo subito a salire, prendiamo un piccolo ripido sentiero lungo non più di 100 metri che poi diventa uno sterrato tra i boschi; un sentiero di 12 interminabili km tra gli alberi, con, ad un certo punto una lunga discesa e altrettanto lunga salita, si apre in un sentiero argilloso molto largo e finalmente, solo alla fine, si apre in un altopiano. Da qui scendiamo fino ad entrare a San Juan de Ortega, altro piccolo paesino con un albergue, un bar e il monastero.

Qui, per puro caso, conosciamo due coppie di signori Romani in vacanza con il camper che gentilmente ci offrono il caffè e con cui scambiamo quattro chiacchiere sul nostro cammino e sulla nostra Italia, ma presto li dobbiamo salutare perché abbiamo ancora 4 km da fare prima della meta.


Riprendiamo quindi ancora tra i boschi ma questa volta almeno in piano, fino ad arrivare a Agès, non più grande del paese di prima, dopotutto. Questa sera niente cucina quindi ceniamo all’ostello che fa anche da ristorante e bar.

 

N.Passi: 35532

Rotta verso Santiago: giorno 18

Da Azofra a Belorado

Ormai comincia a fare freddino la mattina, specialmente se si parte al buio e in mezzo ai campi; l’inconveniente più importante però è che bisogna prestare più attenzione alle frecce che rischiamo di non vedere.

Quando comincia a schiarire il panorama che ci si presenta davanti è praticamente formato solo da campi e colline e questo panorama ci accompagnerà per quasi tutta la giornata. Arriviamo alla prima città passando accanto a dei campi da golf; pare che questo grande villaggio sia stato costruito proprio attorno ai green, una specie di villaggio Olimpico solo per il golf, ora però deserto come una città fantasma. Noi intanto approfittiamo del bar del campo per fare colazione.

 

Riprendiamo poco dopo e, uscendo dal paese, ci ritroviamo ancora tra colline e distese di campi, qualche km di saliscendi tutto sommato leggeri e poi, passando per la zona industriale, arriviamo a Santo Domingo della Calzada. Ci addentriamo nella città e facciamo un po’ di spesa in un mini market; qui in città ci sarebbe una famosa cattedrale che al suo interno ospita delle galline, ma visto che chiedono 5 euro per entrare non stiamo nemmeno ad approfondire e tiriamo dritto. Ho visto cattedrali Europee ben più importanti senza pagare un soldo, non mi pare il caso di spendere 5 euro per qualche gallina, sopratutto perché qui sul cammino 5 euro corrispondono anche ad un letto e alla doccia di un albergue.
Continuiamo quindi uscendo dalla città e presto ci ritroviamo ancora nel mezzo dei campi oramai secchi camminando per lungi sterrati; ci fermiamo per un’altra piccola pausa a Granón e poi via, costeggiando sempre su larghi sterrati la statale N120, passiamo da Redecilla del Camino, Viloria de Rioja e Villamajor del rio, tutti minuscoli paesini con qualche casa e poco altro. 
Procediamo per gli ultimi interminabili 7 km sempre costeggiando la statale ma ora anche controvento fino ad arrivare finalmente a Belorado, dove per fortuna l’albergue è la prima cosa che si incontra; anche qui c’è una bella piccola piscina di acqua fredda che ci aspetta per la felicità dei nostri piedi.

Oggi ci sentivamo in forma e abbiamo allungato parecchio, nonostante gli ultimi km siano stati comunque pesanti per via del vento e della stanchezza; ho solo un po’ di mal di gola ma i pedi e le gambe stanno benone.

 

 

N.passi: 44984

Rotta verso Santiago: giorno 17

Da Navarrete a Azofra

Solita partenza col buio anche oggi; ormai comincia a schiarire solo verso le 8:00. Usciamo dalla città costeggiando un tratto di strada comunque poco trafficata fino ad immetterci sullo sterrato, percorriamo qualche piccolo sali e scendi procedendo tra i vigneti fino al primo centro abitato, Ventosa, dove ci fermiamo al bar per una spremuta e per usare il bagno.

Riprendiamo quindi sempre camminando tra i grandissimi vigneti dove proprio oggi a quanto pare comincia la raccolta, ogni tanto infatti incrociamo trattori e operai intenti a riempire grandi ceste con grappoli d’uva.

Attraversiamo km e km di campi fino a Nàjera, una grande città divisa tra la parte nuova, fatta di palazzi più recenti e più trafficata e la parte più vecchia ai piedi di una collina di argilla rossa, al di là del ponte sul Rio Najerilla.

Attraversiamo la città, ma prima di uscire ci fermiamo ad un bar in una piazza per uno spuntino, ormai è quasi ora di pranzo e da qui alla meta di oggi nel mezzo non c’è niente.
Ripartiamo prendendo una lunga salita abbastanza tosta se viene affrontata dopo una sosta e sotto il sole di mezzogiorno; arrivati in cima poi iniziamo a scendere tra colline di argilla su una strada che ricorda un po’ le ambientazioni di Willy il cojote.
La strada di per sé non sarebbe impegnativa non fosse per il sole caldo e una quantità esagerata di mosche che non ci lasciano in pace; 5 km ancora di strada tutta così, percorsa litigando con le mosche e finalmente arriviamo nel piccolo paesino di Azofra, un agglomerato con un paio di negozi, un paio di bar e l’ostello Comunale molto carino con tanto di “piscina” per rinfrescare i nostri piedi stanchi e delle piccole camere per 2 fatte in legno, un piccolo albergo eco sostenibile praticamente.
Oggi tappa non troppo lunga, ogni tanto ci vuole perché a suon di 30/35 km alla volta le gambe, ma sopratutto i piedi, ne risentono. Anche questa sera abbiamo la cucina disponibile quindi ci facciano un bel po’ di pasta al pesto e anche questa sera sono almeno 3 piatti per me, si vede che devo reintegrare quello che perdo durante il giorno.



 

N.Passi: 28347

Rotta verso Santiago: giorno 16

Da Torres del Rio a Navarrete

Questa mattina sono l’ultimo a svegliarmi e mi tocca fare tutto alla svelta. Vuoi per l’alcolizzato del paese che ha urlato per almeno un’ora questa notte contro non so chi visto che ovviante urlava in Spagnolo, oppure per il sacco a pelo con cui non sono ancora abituato a dormire; sta di fatto che quando finalmente stavo dormendo come un sasso è arrivata l’ora di svegliarsi.
Comunque fatta colazione al volo mi incammino dietro a Grazia che è partita senza di me sapendo che tanto con il mio passo l’avrei raggiunta presto. Usciamo dalla città salendo col sole che sorge alle nostre spalle.

Da qui per un po’ è tutto un saliscendi continuo che sinceramente non mi pesa più di tanto però mi fa sudare, solo che se mi metto in maniche corte poi fa freddo quindi alla fine resti sudato e coperto sperando di dover camminare in piano.


Al momento non è che ricordo molto della strada percorsa perché sono molto stanco, comunque arriviamo a Viana e senza fermarci la attraversiamo prima salendo e poi scendendo dall’altra parte, passando tra piccoli orti privati di periferia.

Dopo qualche km tra vigneti arriviamo su una lunga pista ciclabile rossa che porta a Logrono, percorriamo il ponte sul Rio Ebro e giungiamo nella grande città dove ci fermiamo per pranzo in un piccolo bar; molti pellegrini incontrati nei giorni scorsi oggi si fermeranno qui ma noi procederemo oltre. Uscendo dalla città percorriamo un lunghissimo e bellissimo parco tra il verde, con bambini che giocano e famiglie che passeggiano, parco che poi si immette in un’altra lunghissima pista ciclabile di 6 o 7 km che pare non finire mai.

Alla fine della pista la strada si inoltra in un altro grande parco naturalistico con tanto di lago, lo attraversiamo tutto e poi incominciamo a salire la collina che ci divide dalla meta; siamo ormai molto stanchi anche perché il sole a quest’ora si fa sentire parecchio e dopo i primi 25 km anche i dolori non mancano all’appello.

Raggiunta la cima su un sentiero che costeggia la statale iniziamo la discesa verso la città e dopo altri 3 km siamo finalmente arrivati, cerchiamo l’ostello comunale e dopo esserci sistemati facciamo la doccia e la spesa per la cena di questa sera. Oggi siano un po’ più stanchi del solito quindi domani magari faremo una tappa più corta per riposare un pochino, per quanto possibile.

 

 

N.Passi: 40914


Rotta per Santiago: giorno 15

Da Estella a Torres del Rio

Ieri sera alla fine abbiamo scambiato quattro chiacchiere con mezzo mondo. Un Francese, una Tedesca, una Israeliana, qualche Coreano ed un Brasiliano che vive però in Portogallo. Poi a letto presto come sempre.

Questa mattina partiamo dopo la consueta colazione veloce e usciamo dalla città su una strada in salita ma poco impegnativa che poi diventa sterrato fino ad arrivare alla famosa fontana della Bodega Irache, una doppia fontanella dove un rubinetto spilla acqua mentre l’altro spilla vino, per far assaggiare ai pellegrini di passaggio il vino prodotto dall’azienda lì accanto. Assaggiare appunto, perché la “regola” dettata dall’educazione e il rispetto dice che va assaggiato solamente, anche se qualche furbo che si riempie la bottiglia c’è sempre.
Comunque, visto che sono solo le 7:30 del mattino, faccio giusto un minuscolo assaggio per sentirne il sapore e per quanto possa valere il parere di uno sveglio da un’ora e mezza, il vino sembra buono.

Ripartiamo continuando su sterrati per qualche km fino a salire al piccolo paesino di Azqueta dove ci fermiamo un attimo giusto il tempo di una spremuta per il sottoscritto poi riprendiamo subito la strada che scende dall’altra parte del paese per poi risalire subito e più avanti passare da Villamayor de Monjardin.

Da qui in poi per km e km si passa tra campi e vigneti con panorami stupendi ma allo stesso tempo un po’ desolati, fino a Los Arcos. Qui ci fermiamo per uno spuntino seduti ai tavoli di un bar in una piazzetta, attorno a noi quasi tutti pellegrini. Chi con la borsa del ghiaccio, chi coi piedi incerottati e chi addirittura con le dita dei piedi sanguinanti, pessime scarpe probabilmente, oppure persone che hanno sottovalutato il cammino.
Dopo una mezz’ora riprendiamo per gli ultimi 7 km. Una larga strada sterrata interminabile, sarà anche bello il silenzio in mezzo alla natura ma sia io che Grazia ne abbiamo sentita abbastanza di natura quindi ci mettiamo tutti e due gli auricolari e ci ascoltiamo un po’ di musica per distrarci un po’, io poi la musica la ascolto quasi quanto mangio e respiro quindi stare senza per giorni non mi riesce facile.

Ancora un ultimo sforzo in salita e arriviamo dopo circa 34 km a Torres del Rio, un piccolissimo paese con 2 ostelli che a quanto pare sono dello stesso proprietario. Questa sera ceniamo per 12 euro sempre qui all’ostello, così senza dover fare spesa e cucinare abbiamo il tempo addirittura di fare il bucato in lavatrice con quasi tutto quello che abbiamo nello zaino, ogni tanto ci vuole.

 

N.Passi: 35777

Rotta verso Santiago: giorno 14

Da Puente la Reina a Estella

Questa mattina ci dividiamo da Fabio che decide di partire prima, sul Cammino ognuno fa il “suo” cammino e quando si sente di farlo in solitaria è giusto che segua i propri ritmi.
Io e Grazia invece facciamo colazione alle oramai solite macchinette dell’albergue e poi partiamo. Passiamo per il paese ancora allestito per la festa di ieri, con le transenne e le sbarre per proteggersi dai tori. Ancora con il buio entriamo in uno sterrato che scende tra i campi per poi risalire fino a costeggiare una statale, una salita molto ripida che la mattina presto ti spezza un po’ le gambe.


Comunque con calma e costanza arriviamo fino in cima; al primo paesino poi mi fermo per un vero caffè ed una brioche, subito dopo continuiamo, sempre su sterrato, fino ad arrivare a Cirauqui, piccolo paese sopra una collina che attraversiamo per ridiscendere dall’altra parte, non prima di aver timbrato la credenziale con il timbro messo a disposizione per tutti i pellegrini che passano sotto i portici del paese.

Dall’altra parte si ritorna su sterrato e si continua fino a salire a Lorca, dove ci fermiamo per pranzare con pane, salame e pomodoro comprati ieri. Più due birre che non fanno mai male.
Riprendiamo scendendo su sentieri che attraversano campi e vigneti e attraversiamo Villatuerta, senza fermarci però, tanto ormai la meta è vicina.


Infatti costeggiando il Rio Ega su una larga strada asfaltata giungiamo a Estella, la meta di oggi. Entriamo nell’ostello comunale che è sulla strada, ci registriamo e saliamo a prender posto.
Questa sera approfittiamo della cucina per preparare riso e pollo che comperiamo al supermarket, visito che siamo stati abbondanti lo offriamo anche ad altri due pellegrini, di cui ovviamente non ricordo i nomi perché se non me lo scrivo subito è matematico che me li dimentico, comunque erano un signore Francese ed una signora Australiana.

 

N. passi: 27165