Rotta verso Santiago: giorno 14

Da Puente la Reina a Estella

Questa mattina ci dividiamo da Fabio che decide di partire prima, sul Cammino ognuno fa il “suo” cammino e quando si sente di farlo in solitaria è giusto che segua i propri ritmi.
Io e Grazia invece facciamo colazione alle oramai solite macchinette dell’albergue e poi partiamo. Passiamo per il paese ancora allestito per la festa di ieri, con le transenne e le sbarre per proteggersi dai tori. Ancora con il buio entriamo in uno sterrato che scende tra i campi per poi risalire fino a costeggiare una statale, una salita molto ripida che la mattina presto ti spezza un po’ le gambe.


Comunque con calma e costanza arriviamo fino in cima; al primo paesino poi mi fermo per un vero caffè ed una brioche, subito dopo continuiamo, sempre su sterrato, fino ad arrivare a Cirauqui, piccolo paese sopra una collina che attraversiamo per ridiscendere dall’altra parte, non prima di aver timbrato la credenziale con il timbro messo a disposizione per tutti i pellegrini che passano sotto i portici del paese.

Dall’altra parte si ritorna su sterrato e si continua fino a salire a Lorca, dove ci fermiamo per pranzare con pane, salame e pomodoro comprati ieri. Più due birre che non fanno mai male.
Riprendiamo scendendo su sentieri che attraversano campi e vigneti e attraversiamo Villatuerta, senza fermarci però, tanto ormai la meta è vicina.


Infatti costeggiando il Rio Ega su una larga strada asfaltata giungiamo a Estella, la meta di oggi. Entriamo nell’ostello comunale che è sulla strada, ci registriamo e saliamo a prender posto.
Questa sera approfittiamo della cucina per preparare riso e pollo che comperiamo al supermarket, visito che siamo stati abbondanti lo offriamo anche ad altri due pellegrini, di cui ovviamente non ricordo i nomi perché se non me lo scrivo subito è matematico che me li dimentico, comunque erano un signore Francese ed una signora Australiana.

 

N. passi: 27165

Rotta verso Santiago: giorno 13

Da Pamplona a Puente la Reina

Partiamo senza fare quasi colazione a parte un caffè e due biscotti dai distributori automatici e usciamo in strada per metterci in cammino. La festa praticamente non è ancora finita difatti c’è ancora della gente in giro e un grande odore di birra nell’aria.

Usciamo da Pamplona seguendo le indicazioni sui marciapiedi che, come nel resto del cammino, rendono impossibile perdersi, passando vicino al parco adiacente ad una università e poi saliamo verso Zizur Mayor dove in un piccolo negozietto prendiamo frutta fresca e frutta secca per la giornata.


Riprendiamo su una lunga strada sterrata che più avanti comincia a salire e salire. L’ultimo tratto, anche abbastanza in pendenza, ci porta fino a 735 mt dove arriviamo all’Alto del Perdon “Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas” (Dove si incrocia il cammino del vento con quello delle stelle).

 

Ci fermiamo giusto per qualche foto perché dopo la salita siamo sudati e qui in cima a quanto pare come sempre c’è un grande vento freddo. Procediamo con la lunga discesa molto sconnessa per via dei sassi, stando attenti a non scivolare, meno male che non piove.
In fondo alla discesa la strada continua sterrata per qualche km fino a quando si immette improvvisamente in Uterga, un piccolo paese di poche case dove non incrocio nessuno; qui mi fermo un attimo ad aspettare Grazia e Fabio che avevo un po’ distanziato camminando con il mio passo lungo. Giungiamo quindi ad Obanos quando mancano circa 4 km alla meta, un paese davvero carino questo, con il percorso segnalato da conchiglie sui due lati delle strade.

Percorriamo una discesa ed un passaggio vicino a dei piccoli orti coltivati a peperoncini e pomodori ed infine arriviamo a Puente della Reina, la meta di oggi. Siamo andati così spediti in questa tappa che alle 13:00 siamo già arrivati. Ci registriamo all’ostello parrocchiale, ci facciamo timbrare la credenziale dalla responsabile che scopriamo essere un’italiana emigrata in Spagna da oramai 6 anni e andiamo subito a farci la doccia e il bucato.

Quando facciano un giro in paese scopriamo che anche qui c’è una piccola festa, purtroppo però i negozi alimentari sono tutti chiusi e non ci resta che mettere assieme la cena cucinando un po’ di pasta con pomodori e cipolla comperati ad un piccolo mercatino con pochissima scelta di verdure. Intanto a tavola scambiamo due chiacchiere con un signore Brasiliano, una ragazza Tedesca ed una coppia Coreana.
Quando, più tardi, torniamo a fare un giro in paese, assistiamo di sfuggita ad una specie di corsa dei tori, uno dei quali vedremo anche caricare su un camion, quasi certamente morto. Difficile trovarci qualcosa di divertente e folkloristico se non si è spagnoli ma a vedere le reazioni degli abitanti del posto la cosa sembra del tutto normale, tutti si divertono grandi e piccini, tranne il toro ovviamente.

 

N.Passi: 28991

 

Rotta verso Santiago: giorno 12

Da Zubiri a Pamplona

Anche oggi partenza col buio, riprendiamo il cammino riattraversando il ponte che porta in centro paese e giriamo a destra salendo. Mentre inizia a schiarire costeggiamo una cava dove camion e ruspe sono già al lavoro, da qui poi scendiamo fino ad imboccare un sentiero che porta a Urdàniz dove oltre ad altri pellegrini incontriamo anche due ragazzi italiani che avevamo già conosciuto l’altro ieri. Saliamo per un po’ e poi prendiamo un lungo sentiero che corre affianco ad un torrente che attraversiamo all’altezza di Zuriain, dopo aver già percorso i primi 12 km.


Qui facciamo una sosta a quello che praticamente è il primo bar nel raggio di km.


Ripartiamo affrontando qualche sali e scendi mentre il sole incomincia a scaldare parecchio, il percorso non è male e ogni tanto regala qualche bel soggetto da fotografare.


Su questo tratto, in un punto al riparo dal sole, troviamo anche un signore che vende della frutta e io e Grazia ne approfittiamo per prenderci una pesca ciascuno. Dopo questo breve spuntino riprendiamo a scendere verso Huarte, dove si sta svolgendo una gara, una maratona forse.
Facciamo una piccola pausa sulle panchine del parco e poi ripartiamo tra musica e colpi di tamburi. Continuiamo camminando su marciapiedi in città passando comune dopo comune fino al grande ponte che ci divide dalla piccola salita verso il centro di Pamplona.
Anche qui stupiti scopriamo che la città è in festa, a quanto una specie di versione più circoscritta e senza tori della festa di San Firmino. La gente canta, balla si diverte, beve e nemmeno poco.
Quindi raggiungiamo subito l’ostello comunale che è sullo stesso stile di quello a Roncesvalles coi letti a castello messi tutti in fila. Ci facciamo subito la doccia per evitare la calca di pellegrini che arriveranno dopo ma soprattutto perché vogliamo uscire in strada il prima possibile per goderci anche noi la festa e vedere come si divertono gli spagnoli.
Ci mangiamo un mega panino in un locale del posto e giriamo ancora un po’ per la città, quasi è un peccato doverci svegliare presto domani perché altrimeti staremmo in giro fino a tardi, almeno io di sicuro!

 

N. Passi: 26343


Rotta verso Santiago: giorno 11

Da Roncesvalles a Zubiri 

Facciamo colazione ai distributori automatici e partiamo mentre è ancora buio armati di luci per attraversare i primi 2 km di bosco; quando ne usciamo e arriviamo al primo piccolo centro abitato il cielo si è già schiarito così possiamo ammirare Burguete, un piccolo paese pulito e molto carino dove ogni casa è ben curata con tanto di fiori sui davanzali.

Passata la chiesa svoltiamo a destra e prendiamo un sentiero che ci fa attraversare grandi campi dove pascola anche qualche mucca, ci addentriamo poi ancora in un bosco che prosegue per qualche km. La tappa più o meno si svolge tutta su sentieri, prima e dopo Espinal il percorso è stato addirittura asfaltato quasi completamente così, in caso di pioggia, non c’è il rischio di infangarsi; nel mezzo ci fermiamo al bar per una pausa.

Gli ultimi km della tappa sono prima in salita tra i boschi e poi su una lunga discesa abbastanza sconnessa che finisce praticamente alle porte di Zubiri; attraversiamo il ponte medioevale e ci rechiamo all’ostello comunale. Molto spazioso, con un grande cortile dove stendere il bucato e una sala attrezzata di tavoli dove poter mangiare, anche se la cucina è pressoché inesistente, per domani mattina anche qui ci sono i distributori automatici.


 

Dovrei abituarmi a scrivere nel pomeriggio invece che prima di dormire, rischio di dimenticare molti dettagli altrimenti. Intanto per questa notte spero di dormire, c’è un pellegrino che russa come una segheria!


N. Passi: 25489

Rotta verso Santiago: giorno 10

Da St Jean Pied de Port a Roncesvalles

Ieri praticamente è stata una giornata passata sul treno; il primo da Montpellier a Lourdes, poi uno per Bayonne con cambio a Dax ed infine quello per St Jean Pied de Port. Su quest’ultimo ci ritroviamo immersi nei pellegrini, una cosa a cui non sono abituato visto che negli ultimi giorni non ne abbiamo incontrato nemmeno uno; anche sulla Francigena in totale non ne ho visti più di quelli che ci sono oggi su questo treno.


Qui comunque conosciamo anche Fabio, un signore di Napoli che sta per iniziare il suo primo cammino ed ovviamente finiamo per fare gruppo.
Dalla stazione di Saint Pied de Port ci incamminiamo, salendo, verso l’ufficio del pellegrino. L’organizzazione e la naturalezza con cui accolgono tutti i pellegrini in arrivo, per non parlare del numero di ostelli sulla strada, mi fa capire che da qui in poi sarà tutto diverso da quello che ho visto fino ad ora.

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Ritiro una credenziale nuova, visto che quella della Francigena è piena, e andiamo a cercare una sistemazione per la notte. Troviamo un ostello su 3 piani che può ospitare fino ad una trentina di pellegrini. Purtroppo arrivando alle 19 è tardi e mi tocca fare una doccia fredda ma pazienza.

Oggi invece ci svegliamo più contenti e con la voglia di partire nonostante ci aspetti una tappa impegnativa, tra le più dure del cammino dice Grazia, che lo ha fatto l’anno scorso. Ci incamminiamo in salita e mano a mano che saliamo anche il sole spunta tra le montagne, fa fresco la mattina presto ma salendo ci si scalda in fretta; sarà anche faticoso ma i paesaggi che si vedono ripagano gli sforzi, forse non è un caso che fino ad ora non mi fa male la spalla. È quasi tutto asfalto tranne il pezzo più faticoso che è uno sterrato molto ripido; qui su questa tappa si vedono subito quelli che hanno preso alla leggera il cammino. Pellegrini improvvisati con zaini pieni di tutto e di più che a metà strada rimpiangeranno di non essere a casa e chiameranno il servizio di trasporto zaini che per 7 euro te lo porta a destinazione.

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Dopo quel tratto sinceramente a me non sembra poi così pesante, piano piano si arriva dappertutto, si fa qualche pausa per le foto, per vedere il panorama e per sedersi in santa pace e alla fine si arriva alla meta. Certo, non passano 10 minuti che non incroci un pellegrino quindi proprio in santa pace non si è mai, ma di norma sono tutti troppo stanchi per fare casino.
Facciamo sosta nell’unico bar che c’è sul percorso di oggi, sosta quasi obbligata per tutti i pellegrini vista la salita appena affrontata.


Dopo km e km di salita su una piccola strada asfaltata si toccano i 1200 metri , poi si scende per un po’ per poi riprendere a salire prima su un ripido sentiero, poi su uno sterrato fino a toccare i 1400 metri circa. Qui addirittura troviamo una postazione SOS con Wi-Fi alimentata da pannelli solari ed una pala eolica.

Da questa piccola area di sosta inizia la ripida discesa su sterrato che mette a dura prova tendini e muscoli delle gambe se non si è allenati quanto possiamo esserlo Grazia ed io. Difatti Fabio arriva a fine giornata abbastanza provato. Io, al contrario, me la sono goduta così tanto questa giornata che non sento nemmeno la stanchezza o forse non lo sono per davvero.

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Questa sera dormiamo nell’albergue la Citadella, 160 posti letto a rastrelliera del tipo che si vedono anche in Giappone credo , 12 euro più 10 euro al ristorante per la ricca cena con menù del pellegrino. Quasi mi dispiace che nell’ostello vige il coprifuoco alle 22, ho ancora energie per stare in giro.



N.Passi 31428

Rotta verso Santiago: giorno 9

Da Saint Gilles a Montpellier 

Ieri sera all’ostello sono arrivate altre due pellegrine, una signora ed una ragazza con cui abbiamo scambiato due chiacchiere, anche se solo una di loro sapeva l’Inglese. Questa mattina presto le salutiamo e partiamo; come meta abbiamo Gallargues de Motueoux. Usciamo dalla città alle prime luci dell’alba e poco fuori da essa ci immettiamo in una lunga strada che passa tra frutteti prima e vigneti poi.



E’ così per km e km, con qualche breve sosta per riposare ,tra cui una a Vauvert. La tappa non offre una grande varietà di paesaggi e nel pomeriggio, nonostante qualche dolore qua e là, arriviamo alla meta. Scopriamo però che l’unica ospitalità pellegrina è una struttura che chiede 35 euro senza offrire la cena, quindi dopo la fatidica goccia che fa traboccare il vaso, decidiamo una volta per tutte che questa Francia non la sopportiamo più. Troppo stanchi per continuare a piedi prendiamo i mezzi fino a Montpellier e domani raggiungeremo Lourdes e poi St. Jean Pied de Port, per iniziare il famoso cammino Francese verso Santiago.


I motivi che ci hanno spinto a questa scelta sono più di uno; non siamo né sponsorizzati né tanto meno ricchi per poterci permettere un mese a questi prezzi, non stiamo ricevendo il calore e l’ospitalità che perfino in Italia ( che ha ancora molto da imparare) abbiamo ricevuto sulla Francigena e infine sicuramente, il punto più importante, Grazia sta facendo questo cammino per un motivo, portare un messaggio contro la violenza sulle donne. Fino a quando stava camminando in Italia ha incontrato tante persone, parenti delle vittime, sindaci, associazioni e giornalisti ed il messaggio ha avuto una certa risonanza. Ma qui in Francia è come se non esistesse, nonostante lei stessa abbia tentato di contattare qualcuno, ma senza successo.

Quindi a conti fatti questa parte di cammino si rivela solo un dispendio di soldi per niente, quindi tanto vale saltare direttamente in Spagna, sicuramente più accogliente, più economica e più pellegrina.
Intanto per questa sera ci godiamo Montpellier che è una città carina e piena di vita, ma sopratutto almeno anche per questa sera chi ci ha ospitato a donativo ha messo a disposizione una cucina per farci risparmiare qualche soldo ancora. Ma per un posto così ne troviamo altri tre che ci alleggeriscono il portafogli purtroppo e questa cosa non è solo una nostra impressione visto che più di una persona incontrata e con cui abbiamo parlato, ce lo ha confermato.

 

N. Passi: 29305


Rotta verso Santiago: giorno 8

Da Arles a Saint Gilles

Ieri sera andando a letto pensavamo di aver concluso le sorprese ma sta mattina appena svegli scopriamo che i bagni sono chiusi a chiave, non si sa perché ma dobbiamo aspettare almeno mezz’ora fino a che una signora che sta preparando la sala per la colazione apre il bagno al piano terra. Pane, marmellata e caffè e partiamo, non vedevano l’ora di lasciarci Arles alle spalle.

Usciamo dalla città nel traffico passando dalla zona industriale fino ad una grande rotonda che ci immette in una piccola strada che mano a mano diventa sempre più deserta. Da qui in poi inizia a soffiare un gran vento, per fortuna c’è anche il sole oggi che scalda parecchio, così tutto sommato la temperatura è anche piacevole, dopo qualche km sono addirittura in maniche corte.

Continuano su questa lunghissima strada asfaltata che passa in mezzo al nulla, qualche maneggio, qualche recinto e nulla più, così per una quindicina di km almeno facendo un paio di brevi pause per alleggerire le spalle dallo zaino.
Quando torniamo alla civiltà imbocchiamo una statale per un paio di km fino al ponte che passa sopra al canale Petit Rhône. Ci fermiamo ad uno dei numerosi bar per uno spuntino e poi ci avviamo verso la cattedrale, li davanti c’è l’accoglienza di oggi.
Finalmente un posto per pellegrini come si deve, ci accoglie una signora che ci offre da bere, ci timbra la credenziale e poi ci mostra la camera con cucina e tutto il necessario per prepararci la cena e la colazione, manca solo di fare la spesa, cosa che andiamo a fare subito dopo la doccia visto che sono 2 giorni che non ci laviamo. 12 euro a testa per dormire e 10 euro di spesa per mangiare in due, vino compreso. Pasta al tonno e insalata.
Prima di cenare facciano anche visita alla cattedrale e alle cripte sotterranee, gratis per i pellegrini.




N. Passi: 26030


Rotta verso Santiago: giorno 7

Arles

 

Ieri sera io e Grazia ci siamo messi a programmare le tappe Francesi e siamo giunti ad una conclusione: di questo passo anche solo la strada verso Arles ci costerà uno sproposito.
Il tratto da Monginevro ad appunto Arles non è un percorso di pellegrinaggio ma solo escursionistico che collega la Francigena alla via Tolosana, quella che i Francesi prendono per andare verso Santiago. Qui non ci sono accoglienze pellegrine e non sapere il Francese ci impedisce di contrattare un po’ sui prezzi.

Quindi la nostra decisione è di prendere i mezzi da Sisteron fino ad Arles, dove, in teoria, dovremmo iniziare a trovare accoglienze un po’ più pellegrine. Prendiamo un pullman (sostituto di un treno cancellato, tanto per iniziare bene la giornata) fino a Marsiglia e un treno fino ad Arles.
Appena arrivati andiamo subito al centro informazioni turistico dove ci facciamo dare una mappa con indicati i due ostelli per pellegrini; uno è un B&B e l’altro un ostello della gioventù. Puntiamo al secondo, ma visto che apre solo alle 17 ci fermiamo in centro per mangiare qualcosa.


Il piano era di restare fermi un giorno per riposare e magari approfittare di un lava e asciuga per fare il bucato per bene. Belli contenti paghiamo 40 euro al ragazzo dell’ostello ma qui i nostri piani vanno a farsi benedire. Pensavano di pagare per 2 notti ma il ragazzo ci dice che 40 euro è il costo di una notte per due persone. 20 euro solo per dormire e per una colazione che probabilmente non faremo o sarà comunque scarna.

Per la cena andiamo a fare la spesa e ci prepariamo una minestrina su un fornelletto messo a disposizione sotto una veranda in giardino, nonostante dentro ci sia una cucina professionale da ristorante.Ultima perla della giornata, vado a fare la doccia e dopo 10 minuti ad attendere l’acqua calda, non arriva…. 20 euro e non possiamo nemmeno lavarci!
Domani quindi niente pausa, torneremo in cammino cercando di crearci noi il percorso, il più dritto possibile per uscire dalla Francia prima di prosciugare il conto in banca.


N. Passi 0

Rotta verso Santiago: giorno 6 

Da Notre Dame du Laus a Sisteron

 

Questa mattina salutiamo i nostri amici Paolo e Domenica che purtroppo devono tornare a casa; ci dispiace perché ormai eravamo un gruppo affiatato e ci stavamo divertendo molto, ma purtroppo il cammino è anche questo, fatto di strade che si dividono.
Appena io e Grazia ci mettiamo in cammino inizia a piovigginare, non molto ma quanto basta a bagnarti se non indossi la mantella, per fortuna almeno siamo in discesa. Ripercorriamo al contrario il tratto che ci ha portati al santuario fino a quando prendiamo una piccola strada sulla destra che poi diventa sterrata. Dopo 3 o 4 km finiamo su una strada più grande e più trafficata che passa vicino a Valserres dove ci fermiamo per un caffè in un ristorante, parliamo un po’ col proprietario, gli spieghiamo la strada che stiamo facendo e infine gentilmente ci dice che il caffè lo offre lui.

Riprendiamo il camino sempre su strade asfaltate, con la pioggia è sempre preferibile evitare strade potenzialmente fangose. Passando tra grandi campi con filari di meli, dei quali approfittiamo per uno spuntino, arriviamo quindi a Tallard e ci fermiamo per il pranzo, ma non molto perché che la strada è ancora molto lunga.
Il brutto tempo non ci molla quindi procediamo per km e km sempre su strade, cercando di tagliare, dove è possibile, il percorso segnato. In questi giorni ho constatato che, a differenza della Francigena dove la varietà di segnali è esagerata tra frecce, segni, pellegrinetti di ogni colore, pali, segnali stradali etc. che a volte hanno anche il grosso problema dì contraddirsi, qui invece, con soli 3 segni, hanno tracciato un percorso che attraversa la Francia. Due linee per il percorso, due linee e una freccia per le curve e una X, il segnale che ho trovato più utile, all’inizio dei sentieri dove non bisogna immettersi.


Non capisco perché, essendoci esempi da seguire, tipo il famoso e sicuramente collaudato cammino di Santiago, oppure questo sistema Francese, noi Italiani ci sappiamo, come sempre, complicare la vita con della segnaletica poco uniforme e molto variegata. Ma a dire la verità qualche idea del perché in questi giorni me la sono fatta (€).
Comunque, finalmente nel tardo pomeriggio arriviamo a Siteron, città molto carina e turistica. Purtroppo anche qui siamo costretti a sborsare 30 euro per poter dormire in una camera che non ne vale 10; tanto per fare un esempio, se mi siedo sul water non posso chiudere la porta del bagno talmente è piccolo, quella della doccia poi nemmeno esiste. Ok che il pellegrino si accontenta, ma a tutto c’è un limite. Questa parte della Francia ci sta costando parecchio e la cosa comincia a stancarci; oltretutto Grazia,dopo l’ennesima tappa lunghissima, ha un piede dolorante e un po’ gonfio, io invece ho un dolore alla spalla sinistra ma per lo meno io non ci devo camminare sopra. Domani credo che ci fermeremo un giorno in più per riposare e cercare di capire come affrontare queste tappe francesi.




 

N.Passi 42348

Rotta verso Santiago: giorno 3

Da Pallon a Châteauroux les-alpes

Partiamo da Pallon senza fare colazione visto che l’unico bar è ancora chiuso e ci immettiamo sulla D38, una piacevole lunghissima strada asfaltata dove praticamente non passa nessuno, anche oggi vige la regola “niente sentieri inutili che allungano a dismisura”.

Una bella strada panoramica che percorre dall’alto tutta la vallata dove sotto scorre La Durance la cui vista ci accompagnerà praticamente per tutta la giornata .

Attraversiamo più di un paese, dove con paese si intende qualche casa. Le Chambon, Chanteloube, Les Achards e poi Rèotier ma non c’è verso di trovare un posto per fare colazione, che oramai si sta trasformando in pranzo. Quando dopo una sosta in un’area con panchina e fontanella scendiamo a St. Clement sur Durance dove finalmente troviamo uno snack bar, di quelli prefabbricati che ci sono lungo le statali dove si fermano i lavoratori per il pranzo, difatti proprio sulla statale siamo.

Finalmente un bel mega panino con hamburger e patatine non ce lo leva nessuno, dopotutto abbiamo saltato la colazione e non si può dire che anche la sera prima a quell’unico bar di Pallon, avevamo mangiato poi tanto.
Dopo un’oretta ripartiamo con qualche difficoltà dovuta alla digestione, ma ne valeva la pena. Proseguiamo sulla statale non molto trafficata con qualche tornante e salendo un pò, fino ad un bivio dove giriamo per la piccola frazione di St. Marcellin e subito dopo Châteauroaux Les Alpes, la nostra meta di oggi. Ospiti di Vincent e Sophie e dei loro due figli piccoli.


N.Passi 26762